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Volontari 2026: il viaggio inizia prima e continua anche dopo

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Volontari 2026 in mobilitazione. Si parte per l’Africa, ma avendo già chiaro quale sarà il proprio ruolo e i propri compiti. Per i volontari che hanno scelto i progetti di Alice for Children, decidendo di impegnarsi per i bambini che vivono ai margini delle baraccopoli di Dandora e Korogocho, alla periferia nord di Nairobi, sabato 23 maggio, è stata una giornata importante. Arrivata dopo altre fasi preparatorie.

Presso il Living di via Cenni, in zona San Siro a Milano, a cura del nostro staff milanese, si è svolta una giornata di formazione più critica e strategica. Erano presenti 20 dei 24 volontari che, nelle prossime settimane, partiranno per il Kenya e che saranno ospitati ad Alice Village, la nostra casa a Nairobi.

Si inseriranno nelle attività educative rivolte ai bambini che aiutiamo. Quelli che vanno dall’asilo alle medie e che frequentano i comprensori scolastici di Josana, Claires, Grapesyard e Maranatha.

La cognizione del ruolo

Per Alice for Children l’esperienza del volontariato internazionale non inizia il giorno della partenza. Bisogna sapere prima dove si sta andando, in quale comunità si entrerà, quale ruolo si potrà avere e, soprattutto, con quale atteggiamento sarà importante rapportarsi a situazioni e persone.

L’incontro in presenza è arrivato al termine di un primo percorso iniziato online, attraverso appuntamenti dedicati alla conoscenza della realtà di Alice for Children, delle scuole con cui collaboriamo e di alcuni aspetti fondamentali legati alla vita dei progetti, alle modalità d’interazione con bambini, insegnanti e staff locale.

 La giornata di sabato, invece, è stata pensata come un’occasione per conoscersi meglio, fare gruppo, dipanare gli ultimi dubbi e curiosità. La mattina è iniziata facendo colazione tutti assieme. Alcuni ragazzi si erano già incontrati durante i ‘Tukutape’ (gli ‘aperitivi’ fatti durante l’anno per fornire informazioni e scambiare idee con tutte le persone che volevano partire), mentre per molti era la prima volta in cui si vedevano gli altri.

La trama

Per rompere il ghiaccio è stata proposta un’attività semplice, ma molto efficace sul piano simbolico con protagonista una rete costituita partendo da una matassa. Ogni partecipante, mantenendo però stretto un capo del filo tra le mani, doveva lanciare il gomitolo a un altro volontario chiamandolo per nome. Alla fine del gioco si è creata una grande trama intrecciata, immagine concreta del legame che speriamo possa nascere tra tutti loro.

Non partiranno tutti insieme, ma il desiderio è proprio questo: costruire una comunità che vada oltre il singolo viaggio. Un gruppo di persone unite dagli stessi valori, da un’esperienza condivisa e da relazioni capaci di durare nel tempo.

Do you know Kenya?

Dopo il primo momento dedicato alla conoscenza reciproca, è stato lasciato spazio a un quiz sul Kenya e sui progetti di Alice for Children. Andrea si è aggiudicato la vittoria, ma tutti i volontari hanno dimostrato grande attenzione, curiosità e partecipazione.

La giornata è poi proseguita con un momento dedicato alla Child Protection Policy. Abbiamo letto insieme le regole di comportamento previste all’interno dei nostri progetti e ci siamo confrontati su temi fondamentali: la tutela dei minori, il rispetto dei ruoli, la responsabilità educativa di ogni adulto che entra in relazione con i bambini.

Una comunità educativa

Perché sono si va in Kenya per “fare da solo”. Ma per inserirsi in una comunità educativa già viva, composta da insegnanti, assistenti sociali, educatori, famiglie, bambini e ragazzi che ogni giorno costruiscono un percorso di crescita.

Nelle classi, i volontari si inseriranno di solito due alla volta, in supporto agli insegnanti, seguendo il programma definito dal nostro staff educativo, contribuendo al lavoro che i docenti portano avanti ogni giorno.

Al pomeriggio saranno coinvolti soprattutto nelle attività extracurricolari: tanti sport, ma con grande spazio al basket e al calcio, in particolare quello femminile. E poi educazione civica, educazione sessuale, tanti laboratori e attività pensate per offrire ai bambini occasioni di espressione, relazione, gioco e fiducia.

Divisi nei rispettivi gruppi di partenza, i ragazzi hanno poi iniziato a confrontarsi sulle idee da sviluppare durante il periodo di volontariato. Ogni gruppo ha ricevuto informazioni precise sulle scuole, sulle classi, sulle materie e sugli argomenti che avranno bisogno di maggiore attenzione, così da poter iniziare a costruire attività utili, realistiche e adatte ai diversi contesti. E sono venuti fuori tanti spunti interessanti anche se mettere insieme idee, approcci e punti di vista diversi non è sempre semplice. E’ stato il primo momento concreto di un lavoro che continuerà nelle prossime settimane, prima della partenza.

A Nairobi

A Nairobi, insieme al nostro staff, i volontari approfondiranno anche alcuni aspetti centrali del lavoro di Alice for Children: il programma di sostegno a distanza, la verifica sul campo della filosofia ‘From Slum To Job’, il percorso che accompagna i bambini dalla scuola dell’infanzia fino alla formazione professionale e al lavoro.

Conosceranno inoltre più da vicino il nostro impegno sul tema collaterale dell’anemia falciforme, una malattia molto diffusa nell’area e spesso ancora poco diagnosticata, che richiede prevenzione, attenzione e continuità nella presa in carico. Il viaggio sarà anche occasione per incontrare realtà amiche e complementari rispetto al nostro operare. Come Tuinuke, il progetto nato dall’esperienza di Rosemary, dove i volontari potranno osservare un modello concreto di lavoro, cooperazione e autonomia femminile.

Il patto

La giornata si è conclusa con alcune simulazioni di possibili situazioni che i volontari potrebbero trovarsi a vivere una volta arrivati in Kenya. E quindi, infine, con la consegna del kit del volontario: un momento semplice ma denso di significato, perché ha contrassegnato il formale benvenuto ai nuovi membri nel Volunteers Club di Alice for Children.

Un percorso che porta lontano

 Il volontariato internazionale non è solo un viaggio. È un percorso. Inizia molto prima della partenza e, se vissuto con rispetto, ascolto e responsabilità, può portare molto lontano.

“Sentirsi a casa cambiando posto. Tornare a casa e sentirsi cambiati.”

È questa la sfida che abbiamo lanciato ai nostri volontari. E non vediamo l’ora di seguirli nelle loro attività a Nairobi, anche attraverso la pagina @Thevolunteersdiaries, dedicata al racconto dell’esperienza sul campo: un diario di bordo scritto direttamente dai volontari, con uno sguardo autentico, quotidiano e anche divertente su ciò che vivranno.

Lo staff di coordinamento di Alice for Children continuerà ad accompagnarli in ogni momento dell’esperienza. E non vede l’ora di scoprire cosa realizzeranno insieme ai bambini e cosa porteranno con sé, nel cuore, al loro ritorno. E forse per sempre nelle loro vite.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

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