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I poliziotti kenioti ad Haiti sono scoraggiati e qualcuno vuole dimettersi

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Non è facile la vita per i 400 poliziotti kenioti coinvolti nella missione di sicurezza (Multinational Security Support) supportata dall’Onu. I motivi per cui avanza un certo scoramento tra queste forze di pace sono vari.

In primo piano, la difficoltà sempre più forte incontrata nel contrastare le gang che agiscono da sempre nell’isola e sono molto solide e radicate e ne hanno destabilizzato il governo e la sicurezza. E poi il fatto che il contingente dei poliziotti non riceve abbastanza munizioni e non è stato ancora rafforzato, nonostante le dichiarazioni in questo senso più volte arrivate da varie fonti.

Dovevano essere 2500 a lottare contro le gang

In visita ad Haiti a settembre, il presidente keniota William Ruto aveva assicurato che il presidio avrebbe molto presto raggiunto le mille persone.

Altro tema delicato, quello di MSS doveva essere un intervento interforze, con 2500 militari coinvolti grazie ai contributi di vari altri Paesi.

E invece sono arrivate a Port au Prince per adesso solo poche unità ulteriori e rimangono così principalmente operativi soltanto i primi 400 poliziotti inviati dal Kenya. Che, per di più, starebbero in qualche caso protestando per i pagamenti ritardati degli stipendi previsti, con una ventina di persone che avrebbero minacciato le dimissioni.

In questo momento – stando alle notizie delle agenzie internazionali – quasi l’85% della capitale è controllato dalle gang, l’aeroporto è chiuso e dall’inizio dell’anno e più di 4500 persone sarebbero state uccise negli scontri.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

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