Cerca
Alice for Children / News / News Africa / Elezioni calde in Africa nel 2025. I paesi al voto, a cominciare dalla Tanzania

Elezioni calde in Africa nel 2025. I paesi al voto, a cominciare dalla Tanzania

Indice

Africa ed elezioni. Tanzania, Malawi, Camerun, Gabon, Costa D’Avorio. Questa la top five delle elezioni africane in agenda nel 2025. Sono gli appuntamenti sui quali il quotidiano Nation individua i maggiori aspetti di criticità. O, per lo meno, gli appuntamenti elettorali che più rischiano di contrassegnare il destino prossimo venturo del grande continente.

Ma sono attese votazioni e scrutini significativi anche alle Seychelles, Togo, Repubblica Centrafricana. Mentre si terranno appuntamenti parziali, di rinnovo del parlamento in Burundi, Comore ed Egitto. In Africa Orientale – a ottobre – sono in calendario solo le elezioni generali in Tanzania.

Le elezioni in Tanzania

Il ricorso alle urne coincide con il primo appuntamento di verifica per l’attuale presidente donna della Tanzania, Samia Suluhu Assan, del partito CCM (al potere dal giorno dell’indipendenza del Paese). A Samia viene riconosciuto di avere democraticizzato almeno in parte la vita del Paese dopo che, sotto la presidenza di John Magufuli, erano stati concessi pochi spazi di libertà ai suoi cittadini e ai vari movimenti politici di opposizione.

Si arriverà così alle urne in un contesto in cui sono ammesse, ad esempio, le manifestazioni pubbliche, di nuovo tassativamente vietate a partire dal 2016.  Il clima diverso ha consentito ai due partiti di opposizione – Chadema e ACT Wazalendo – di proporsi come alternative. Piuttosto però i due raggruppamenti, specialmente Chadema, hanno scontato i problemi collegati ad una certa litigiosità interna.

 Il CCM – ricorda Nation – è uno dei pochi partiti pionieri della liberazione dal colonialismo ancora al potere nel continente. Gli altri casi sono l’ANC in Sudafrica e lo Swapo in Namibia, ma poi in tutti gli altri territori sono emerse ed hanno conquistato il potere forze nuove.

La situazione del Malawi e quella del Camerun

In Malawi l’ex presidente Peter Mutharika – che guida il Partito Progressista Democratico – dovrebbe sfidare l’uscente Lazarus Chakvera a settembre. Si tratterebbe di una ripetizione della sfida vinta da Chakvera nel 2020 dopo che la Corte Costituzionale aveva chiesto la ripetizione del voto. La situazione politica in Malawi – in vista delle elezioni – è attualmente molto tesa e difficile.

La morte improvvisa del vicepresidente Saulos Chilima in un incidente aereo ha ulteriormente complicato la situazione. Con il successore di Chilima alla guida del partito UTM e vicepresidente, Michael Usi, come principale oppositore, ora, del presidente in carica.

Kim Jong-Un e Paul Biya

In Camerun il presidente Paul Biya, a 92 anni cerca di conquistare il suo ottavo mandato, ma la sua permanenza al potere è già un record in Africa. In carica dal 1982, Biya stavolta non sarà sostenuto dalla Chiesa Cattolica, che teme per la sua salute inevitabilmente malferma (e non solo). Tra gli oppositori chiave, a partire da Maurice Kamto del partito MRC, alcuni sono in prigione e le regole democratiche non sono certamente pienamente applicate nel Paese.

Uno dei principali problemi del Camerun è il conflitto nelle regioni anglofone del Nord-ovest e del Sud-ovest, dove gruppi separatisti stanno combattendo per l’indipendenza. Questo conflitto ha portato a numerose violenze e violazioni dei diritti umani da parte di entrambe le parti.

Inoltre, il Camerun sta affrontando crisi etniche e religiose che aggravano ulteriormente la situazione.  La crisi umanitaria è anche significativa, con oltre 2 milioni di persone che necessitano di sostegno di base e centinaia di migliaia di sfollati. Le inondazioni recenti nel nord del paese hanno ulteriormente aggravato la situazione, causando oltre 200.000 sfollati e distruggendo migliaia di case.

Oligui Nguema

Il Gabon e la Costa D’Avorio

In Gabon, il generale Oligui Nguema, che ha estromesso con un blitz Alì Bongo, che aveva tentato di imporsi con un colpo di stato, è attualmente leader transitorio. Ma è pure un naturale candidato alla presidenza nel senso della continuità nelle eventuali prossime elezioni. La situazione politica in Gabon è attualmente molto instabile. La situazione sociale è altrettanto complessa, con un’economia fortemente dipendente dal petrolio e una significativa povertà tra la popolazione.

In Costa D’Avorio – in tema elezioni- si è appena ricandidato alla presidenza l’ottantatreenne Alassane Ouattara. Un personaggio particolare, che sarebbe nel caso eletto per la quarta volta, ma con il suo partito non lo ha ancora indicato.

La situazione politica in Costa d’Avorio è attualmente caratterizzata da diverse sfide e tensioni. Il presidente, al potere dal 2010, ha recentemente annunciato che le truppe francesi si ritireranno dal paese, accelerando il ‘disimpegno’ dell’ex potenza coloniale dalla regione. Questo annuncio a vocazione elettorale è avvenuto in un contesto di crescente instabilità nella regione, con la minaccia di gruppi jihadisti che si intensifica.

Evariste Ndayishimiye

In Burundi invece le elezioni…

Il Burundi – che ha in programma elezioni parlamentari nel giugno del 2025 e presidenziali nel 2027 – è destabilizzato dai tempi del contestato esito elettorale del 2015. La nuova legge costituzionale prevede settennati e così l’attuale capo dello stato, Evariste Ndayishimiye, dovrebbe restare in funzione per altri due anni. La situazione politica in Burundi è complessa e caratterizzata da tensioni continue. Dal 2015, il paese ha vissuto una serie di disordini politici e sociali, iniziati quando il presidente Pierre Nkurunziza aveva annunciato la sua candidatura per un terzo mandato, considerata incostituzionale. Questo ha portato a proteste violente e repressioni da parte delle autorità.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

CF ALICE FOR CHILDREN
97452480151

Richiedi la tua guida sui lasciti

Leggi l'informativa Privacy