Bambini vittime del conflitto. Avanza e non si placa la guerra che coinvolge Goma e territori a nord est sempre più estesi della Repubblica Democratica del Congo, ai confini con il Ruanda. Quest’area dei laghi è attaccata dai terroristi dell’M23 aiutati, a quanto registrato anche da osservatori imparziali e dalle Nazioni Unite, da forze militari ruandesi.
La città di Bukavu è stata l’ultima zona a cadere nelle mani dell’M23, che negli ultimi mesi ha conquistato ampie zone di territorio nella parte orientale della RDC. Lunedì 17 febbraio, gli abitanti del capoluogo della provincia del Sud Kivu sono tornati a camminare per le strade, dopo che i ribelli dell’M23 hanno invaso la città senza incontrare alcuna resistenza da parte dell’esercito congolese. Migliaia di persone sono fuggite nel vicino Burundi.

I bambini in Congo
Ebbene secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, centinaia e centinaia di bambini sono coinvolti nel conflitto, con stupri, violenze, arruolamenti forzati. Al Jazeera racconta di episodi terribili e l’UNICEF segnala come le violazioni e gli stupri arrivino da entrambi i fronti in conflitto.
In un’intervista con Al Jazeera, Ramatou Toure, responsabile della protezione dell’infanzia dell’UNICEF nella RDC, ha affermato che “la violenza sessuale è diventata sistematica arma di guerra”. La guerra distrugge le famiglie e secondo l’UNICEF, solo nelle ultime due settimane, sono stati identificati più di 1.100 minori non accompagnati nelle due province del Kivu.
Le forze che dicono di combattere per gli interessi dell’etnia Tutsi non si fermano nonostante gli appelli dei leader regionali e globali a porre fine ai combattimenti.

La Ue contro il Ruanda
I deputati del Parlamento europeo hanno invitato la Commissione europea e il Consiglio a sospendere immediatamente il memorandum d’intesa sulle catene del valore delle materie prime sostenibili tra l’Unione europea e il Ruanda. Nelle ultime settimane diverse voci, anche di eurodeputati, hanno sottolineato la politica irrazionale dell’Ue che ha firmato accordi sui minerali con il Ruanda, mentre il Ruanda è da anni sospettato di saccheggiare tali minerali nella vicina RdC, alimentando peraltro guerra, milizie e traffici.
Una risoluzione per bloccare l’intesa è stata adottata e la misura sarà in vigore finché il Ruanda non cesserà ogni ingerenza nella Rdc.
Gli eurodeputati hanno inoltre invitato gli Stati membri dell’Unione europea e le istituzioni finanziarie internazionali a congelare gli aiuti di bilancio diretti al Ruanda finché non consentirà l’accesso umanitario alla zona di crisi e non interromperà tutti i legami con l’M23.
Il Parlamento europeo ha accolto con favore il vertice congiunto Sadc-Eac per la pace nella Rdc, tenutosi l’8 febbraio a Dar es Salaam, in Tanzania. Ha inoltre espresso il suo pieno sostegno ai processi di pace a Luanda e Nairobi e ha descritto l’occupazione di Goma come una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale della Rdc.

Sebbene a Bukavu si sia evitato un bagno di sangue, le strade della città erano comunque disseminate di rifiuti lasciati dai residenti, che hanno approfittato della confusione per saccheggiare magazzini umanitari, negozi e il birrificio locale.
Lunedì, il Programma Alimentare Mondiale (WFP) delle Nazioni Unite ha dichiarato che durante il fine settimana alcuni saccheggiatori hanno rubato 7.000 tonnellate di scorte alimentari umanitarie.
Il ruolo dell’M23
L’M23 è il più importante tra gli oltre 100 gruppi armati che si contendono il controllo delle ricchezze minerarie del Congo orientale, che ammontano a migliaia di miliardi di dollari.
I ribelli sono supportati da circa 4.000 soldati provenienti dal vicino Ruanda. Il Ruanda ha respinto le accuse della RDC, delle Nazioni Unite e delle potenze occidentali secondo cui sostiene il gruppo con armi e truppe.
Le Nazioni Unite hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione a Bukavu e nel Sud Kivu. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto all’M23 di fermare immediatamente le ostilità e di ritirarsi.
L’Unione Africana (UA) ha condannato fermamente le violenze commesse dal gruppo ribelle M23 nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Durante una riunione straordinaria del Consiglio per la Pace e la Sicurezza dell’UA, i membri hanno espresso preoccupazione per l’escalation del conflitto e hanno chiesto la cessazione immediata delle ostilità.
L’UA ha anche invitato tutte le parti coinvolte a tornare al tavolo delle trattative e a rispettare i loro impegni nell’ambito del Processo di Luanda, un accordo di pace firmato nel 2019 per porre fine al conflitto nella regione del Kivu.









