L’antica e sapiente arte marziale del Taekwondo è approdata ad Alice Village, ad Utawala, nel complesso di Alice for Children, ai margini della grande discarica a nordest di Nairobi. Ed è già diventata una delle più apprezzate attività extra curricolari delle nostre scuole.
L’innesto di questa affascinante disciplina di autodifesa coreana nel modello formativo della nostra onlus lo dobbiamo all’iniziativa di Enrico Tricoli, volontario della nostra associazione per 4 settimane a Nairobi, tra aprile e maggio del 2021.
Ex atleta di Taekwondo, attrezzatosi del materiale necessario, Enrico aveva testato con successo le qualità attrattive ed educative di questo sport in quel contesto particolare, dimostratosi rapidamente un ottimo strumento di coesione ed empowerment personale tra i bambini e le bambine delle baraccopoli di Nairobi.

Lo sport offre – in generale – un’occasione per sperimentare sé stessi nel confronto con gli altri, imparare sia dalle vittorie che dalle sconfitte e così non è un caso sia inserito strutturalmente tra le attività ‘extra’ dei ragazzi gestite e coordinate da Iscah Abisage.

Il taekwondo – divenuto da qualche edizione sport olimpico in grado di garantire medaglie agli atleti italiani – offre numerosi benefici ai bambini, sia dal punto di vista fisico che mentale e sociale. Sviluppa forza, flessibilità, equilibrio e coordinazione. Aiuta i bambini a controllare meglio i movimenti del proprio corpo, ma anche la propria naturale irrequietezza ed emotività. Il taekwondo insegna ai bambini a essere concentrati e disciplinati nei movimenti e nella pratica e migliora la sicurezza in sé stessi, spinge a canalizzare le energie e a gestire ogni impulso.
Il taekwondo sottolinea l’importanza del rispetto, dell’umiltà e dell’integrità. In Kenya, ai margini delle baraccopoli, è uno strumento utile per sgonfiare e combattere il bullismo, offre strumenti più sofisticati per affrontare situazioni difficili senza incoraggiare comportamenti aggressivi.
A scuola di Taekwondo con Patroba
Il taekwondo è una forma di arte marziale coreana ma durante l’occupazione giapponese della Corea (1910–1945), le arti marziali tradizionali di quel Paese subirono influenze da quelle giapponesi, a partire dal karate. A Utawala ogni sabato pomeriggio, una ventina di ragazzi ed una ventina di ragazze si mettono alla prova con un affidabile e apprezzato istruttore e maestro, Patroba.
Il corso si sta consolidando nel tempo e per i giovani praticanti è stato importante giovarsi di un metodo d’insegnamento che combina un preciso apprendimento delle tecniche di autodifesa, ma lo fa in un clima divertito e disteso. Così il Taekwondo ha attratto anche i bambini piccoli sotto gli 8 anni e Patroba è contento dei loro progressi, della loro autodisciplina e del loro rispetto. “Il loro corpo sta diventando flessibile e si stanno lentamente abituando all’esercizio ogni giorno imparando nuove attività”.
La dimensione agonistica
La pratica del Taekwondo in Kenya sta crescendo costantemente, con vari club e organizzazioni che promuovono questo sport. La disciplina è cresciuta nel Paese sin dagli anni ’70, con la formazione di club come l’Undugu Taekwondo Club, che ha contribuito a sviluppare il talento locale. La Taekwondo Association of Kenya, fondata nel 1978, coordina le attività nazionali e internazionali della squadra.
Il Kenya ha anche partecipato a competizioni internazionali, come i Giochi Africani e i Campionati Africani, ottenendo risultati notevoli. Inoltre, atleti come Mildred Alango e Dickson Wamwiri hanno rappresentato il Kenya alle Olimpiadi, con Alango che ha raggiunto il round per il bronzo a Pechino 2008
In Italia, la Federazione ufficiale per il Taekwondo è la Federazione Italiana Taekwondo (FITA). Organizza eventi, campionati e offre supporto agli atleti e alle società affiliate.
Il nostro Paese ha ottenuto risultati notevoli alle Olimpiadi. Vito Dell’Aquila ha conquistato l’oro nella categoria -58 kg alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Carlo Molfetta ha vinto l’oro nella categoria +80 kg ai Giochi di Londra 2012.









