Floribert Bwana Chui è stato beatificato da Leone XIV. Domenica 15 giugno 2025 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma c’è stata la celebrazione del rito. Floribert era un giovane laico congolese, membro della Comunità di Sant’Egidio, impegnato contro la corruzione e la giustizia nel suo paese.
La sua è una storia dal valore tremendamente contemporaneo. Lui e la sua famiglia sono di Goma, la città al confine tra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda che è stata al centro di furiosi combattimenti ed è stata occupata dai guerriglieri ruandesi dell’M23.

Nel 2007, lavorando come doganiere al confine tra il Congo e il Ruanda, Floribert rifiutò di accettare una tangente per far passare riso e zucchero avariati, proteggendo così la salute dei più poveri. Per questo fu sequestrato, torturato e ucciso.
Papa Leone XIV ha ufficialmente riconosciuto il suo martirio. Nel corso della celebrazione, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, ha ricordato il memorabile discorso di Francesco ai giovani di Kinshasa sulla straordinaria testimonianza di Floribert. E ha ringraziato il Santo Padre, Leone XIV per la beatificazione.

Questo sviluppo è stato accolta con grande entusiasmo dalla comunità africana e dalla Comunità di Sant’Egidio, che ha celebrato il giovane martire come un “maestro di speranza”. Il rito, presieduto dal cardinale Marcello Semeraro nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, ha visto una forte partecipazione di fedeli africani, con rappresentanti provenienti da diversi paesi del continente. Al rito è stata presente la famiglia di Floribert che ha portato in chiesa l’abito indossato dal beato al momento del martirio.
Il beato di Leone XIV è giovane, come l’Africa
Il gesto di Papa Leone XIV è stato interpretato da molti come un segnale di attenzione verso l’Africa e le sue sfide, in particolare la lotta contro la guerra, la corruzione e la promozione della pace e dei più umili. Con in primo piano I giovani. La presenza di numerosi vescovi congolesi e africani alla celebrazione ha rafforzato questa percezione. L’Africa è il futuro per il pianeta e per la Chiesa.

Nel Conclave che ha eletto Prevost, del resto, è stata una figura forte il Cardinale Fridolin Ambongo Besungu, della Repubblica Democratica del Congo, Arcivescovo di Kinshasa, impegnato in questioni sociali e ambientali. Il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson (Ghana), ex prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, è stato uno dei principali consiglieri di Papa Francesco su temi come il cambiamento climatico e la giustizia sociale.
La Chiesa cattolica sta guardando sempre più all’Africa per ragioni demografiche e spirituali. Mentre in Europa il numero di cattolici è in calo, in Africa la popolazione cattolica è in forte crescita, con un aumento del 3,31% nell’ultimo anno. L’Africa ha una delle popolazioni più giovani e in espansione del mondo. Questo significa più fedeli e più vocazioni religiose. Il numero di cattolici africani è passato da 272 milioni a 281 milioni in un solo anno. Paesi come la Repubblica Democratica del Congo e la Nigeria hanno milioni di fedeli. Mentre in Europa il numero di sacerdoti diminuisce, in Africa cresce. Ci sono sempre più seminaristi e religiosi e la Chiesa è molto attiva nel campo dell’educazione, della sanità e della solidarietà sociale
Tanti i santi africani
Floribert – beato – potrà nel tempo, se verranno dimostrati suoi miracoli diventare santo. La storia della Chiesa è piena di santi africani importanti. Basti ricordare Sant’Agostino d’Ippona (354-430), uno dei più grandi teologi e filosofi cristiani, nato in Algeria. E poi San Cipriano di Cartagine (circa 200-258), vescovo e martire nordafricano. San Frumenzio (IV secolo), missionario e primo vescovo dell’Etiopia, chiamato “Abba Salama”. Ma soprattuto Sant’Antonio Abate (circa 251-356), egiziano, considerato il padre del monachesimo cristiano.L’Africa ha una lunga tradizione cristiana, con numerosi santi e martiri che hanno contribuito alla diffusione del cristianesimo. Tra le figure più attuali, San Giosafat Kizito, un giovane martire ugandese di origine keniota, ucciso nel 1886 per la sua fede cristiana.









