E’ terminato il 14 di ottobre il viaggio in Kenya dei ‘nostri’ genitori a distanza. Accompagnati da Chiara (staff Milano) e Sara (staff Kenya), nell’arco di pochi giorni Sonia, Giannino, Stefano, Laura, Chiara, Giuseppe, Michela, Lorenzo, Gianni, Martina, Lidia e Naomi hanno completato la ricognizione in tutte le strutture in cui Alice for Children opera da anni.

Dopo avere visitato la discarica di Dandora e le scuole Claires e Grapesyard sono andati anche nelle due scuole pubbliche, Wangu e Tom Mboya con cui collaboriamo. In agenda – nella seconda parte del viaggio – anche il momento emozionante e privato delle ‘home visit’, con i genitori che sono andati dove vivono i loro bambini sostenuti a distanza e ne hanno incontrato anche le famiglie.

Tom Mboya é una scuola pubblica che si trova nella baraccopoli di Dandora, a due passi dall’immensa discarica che domina l’intera area. Wangu School è molto più grande e popolata di studenti. Proprio in questo complesso scolastico – in collaborazione con Fondazione Milan – abbiamo costruito il My Dream Stadium, un campo da calcio dotato di spalti e spogliatoi, pensato appositamente per la squadra di calcio femminile della scuola, che qui può avere uno spazio più attrezzato per gli allenamenti e le partite.

Genitori dentro il mondo di Alice for Children
I genitori a distanza hanno visitato anche la scuola di Josana, sempre a Dandora, e la scuola di Maranatha, che si trova a Korogocho, ‘enclave’ resa simbolo dal bellissimo libro di Alex Zanotelli, una zona particolarmente a rischio della città, gravemente depressa sotto il profilo economico e sociale.

Il viaggio è stato emozionante per tutti i partecipanti. Ma ha avuto pure tanti momenti divertenti e giocosi. E’ stata come sempre serena e piacevole, ad esempio, la giornata dei compleanni ad Alice Village, il nostro orfanotrofio, con i dolci prodotti dagli studenti della nostra accademia di cucina italiana, Aifa.

Avvenimento speciale, nel corso della stessa celebrazione si è festeggiato anche il compleanno di Giuseppe e l’anniversario di matrimonio di Laura e Stefano.
Un bilancio personale
Poche ore prima di partire e tornare in Italia, alcuni dei nostri viaggiatori, hanno fatto qualche considerazione su quello che stavano vivendo e avevano vissuto, scrivendo i loro pensieri sui social, affidandoli a Chiara e Sara, incidendo un vocale.
“In questi giorni ho notato quanto l’organizzazione sia strutturata. Tutti i responsabili – ha commentato Gianni – sono molto professionali e preparati, ma anche appassionati. E’ la passione molto spesso che fa la differenza, di fronte a problemi in cui la semplice professionalità non basta”.

Anche Stefano è stato colpito dall’efficienza dell’organizzazione e dello staff keniota. “Mentre eravamo alla discarica di Dandora lo staff si è preso subito cura di una mamma con tre figli piccoli in evidente difficoltà. I bambini sono stati portati a scuola, uno di loro è stato medicato poiché portava una ferita infetta, senza aspettare un secondo in più…”

Sonia ha raccontato della sua esperienza e quella del suo compagno Giannino, come del “viaggio della vita”. E ha commentato: “Vedere cosa fate per questi bimbi è stato come un colpo al cuore. Vedere i loro occhi sereni, vederli gioiosi, vederli accuditi, è stata la risposta alle mie domande. Vedere questo villaggio che, per loro, è come il paese dei balocchi è stato bellissimo”.

Martina, Laura, Stefano, Gianni hanno scritto: “Oggi, ad Alice Village, abbiamo aperto le porte ai bambini degli slum di Nairobi. Un giorno di gioia, colori, sorrisi, abbracci e di emozioni difficili da descrivere. Vedere questi bambini correre, ridere, sentirsi liberi anche solo per un momento, ti fa capire quanto poco serva per dare felicità. Dietro ogni sguardo c’è una storia, spesso dura, ma anche una forza e una speranza incredibili. Oggi abbiamo sentito sulla pelle cosa significa dare e ricevere allo stesso tempo. Portiamo con noi i loro occhi, i loro sorrisi, e la certezza che vale la pena lottare per un mondo più giusto”.

Tornando a casa
Lidia, invece, prima di tornare a Milano ha scritto un lungo messaggio: “Sto per portare a termine la mia visita a Nairobi, in questo caldo autunno. Il primo giorno, durante la visita alla discarica di Dandora, sono stata travolta da un senso di impotenza e frustrazione. Qui incontri bambini, donne e uomini oramai adattati all’odore acre dei rifiuti, al fumo della spazzatura bruciata. Una distesa capace di ingannare la tua visione, la linea dell’orizzonte. Ho incrociato spesso lo sguardo di molti di loro, soprattutto donne e avrei voluto consolare i loro occhi pieni di umiliazione. Sono proprio i loro sguardi ad aver trasformato quell’ impotenza in determinazione e voglia di fare di più per questo popolo. Questo è un viaggio dei contrari, come il bianco e il nero. Qui, in mezzo alla povertà assoluta, anziché lacrime ho visto sorrisi, anziché la resa ho respirato costantemente la resilienza di un popolo capace di trovare sempre una soluzione, capace di pensare a come migliorare e vedere positivamente le cose. Il villaggio dei bambini poi, non può che avvolgerti di speranza. L’innocenza nei loro occhi, l’altruismo e la collaborazione tra gli abitanti di Alice Village, ma anche la determinazione delle mamies, mi hanno ricordato quanto di questa umanità avrebbe di bisogno il mondo”.









