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Il piano case di Ruto ed il boom edilizio keniota

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Case e infrastrutture in primo piano in Kenya. Il presidente della repubblica, William Ruto, ha recentemente lanciato la svolta dei fondi. E un ambizioso fondo infrastrutturale, ad esempio, il Linzi Finco 003 Bond, quotato alla Borsa di Nairobi (NSE), ha l’obiettivo di raccogliere 45 miliardi di scellini kenioti (circa 280 milioni di euro). Servirà anche per finanziare la costruzione del nuovo Talanta Stadium, un impianto da 60.000 posti destinato a diventare il più grande stadio del Paese. Il Tesoro e la Banca Centrale del Kenya sono inoltre mobilitati per raccogliere ulteriori 90 miliardi di KSh per altri fondi destinati alle infrastrutture.

Il piano per Nairobi parte dagli Slum
Nairobi

Un piano innovativo

Un’enfasi sociale e comunicativa particolare, in vista delle elezioni presidenziali del 2027, Ruto ha dato al programma di edilizia popolare e abitazioni a prezzo accessibile. Il progetto ha un particolare significato in un Paese in cui milioni di persone non abbienti vivono nei quartieri e nelle abitazioni informali, senza alcun servizio, ai margini della capitale. Il piano battezzato come Affordable Housing Programme (AHP) mira a costruire 250.000 unità abitative all’anno. Ma non è l’unico inerente la casa.

Ruto ha sottolineato come questo approccio dei fondi rappresenti un modello innovativo di finanziamento delle infrastrutture, che altri Paesi africani stanno iniziando a studiare. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai prestiti esteri e rafforzare il ruolo del mercato interno.

Capitali privati e pubblici sono destinati, nelle intenzioni, oltre che allo stadio e ai progetti di edilizia abitativa popolare e non, anche a progetti infrastrutturali strategici, tra cui porti e reti elettriche.

William Ruto

Tre categorie di abitazioni

I progetti di edilizia abitativa sociale e accessibile prevedono tre categorie di abitazioni. Social Housing, per chi guadagna meno di KSh 20.000 al mese, con prezzi tra KSh 640.000 e 1.280.000 e rate mensili da KSh 3.900 a 6.800.

Affordable Housing, per redditi tra KSh 20.000 e 150.000, con prezzi da KSh 1.000.000 a 3.200.000 e rate da KSh 7.250 a 23.128.

Market-Rate Housing: per redditi più alti, con prezzi di mercato. Formule di finanziamento agevolato con tassi di interesse anche al 3% per i redditi bassi sono parte integrante del piano. La piattaforma Boma Yangu, inoltre, serve per registrarsi, contribuire e selezionare le unità abitative disponibili. L’idea è quella di produrre centinaia di migliaia di posti di lavoro.  

Sono previsti anche incentivi per i costruttori: riduzione delle tasse e garanzie di acquisto da parte dello Stato.

Le Nazioni Unite stanno per trasferire alcune sedi a Nairobi

Boom immobiliare a Nairobi causa ONU

Dall’edilizia sociale a quella commerciale, Nairobi sta vivendo un vero e proprio boom edilizio nel 2025, trainato da una combinazione di fattori economici, demografici e politici. La crescita del mercato immobiliare è fortemente influenzata dall’arrivo di nuove agenzie e personale delle Nazioni Unite, in particolare nell’ambito del programma di riforma ONU80 lanciato dal Segretario Generale António Guterres. Cosa sta succedendo con l’ONU a Nairobi?

E’ iniziato il trasferimento di oltre 800 funzionari ONU da New York e Ginevra verso il complesso di Gigiri, sede dell’United Nations Office at Nairobi (UNON). Nuovi quartier generali sono previsti anche per UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione), UNICEF, UN Women, con Nairobi che diventa così uno dei principali hub globali dell’ONU, insieme a New York, Ginevra e Vienna. Cosi da mesi è in corso la costruzione accelerata di condomini, uffici e infrastrutture nei quartieri di Gigiri, Rosslyn, Runda e Muthaiga. I prezzi sono al rialzo per le richieste da parte di famiglie di diplomatici, scuole internazionali e investitori.

La politica e gli Slum

E gli slum?  In questa fase transitoria il governo keniota sta intervenendo attivamente negli slum per migliorarne le condizioni di vita, non solo attraverso la costruzione di nuove abitazioni, ma anche con infrastrutture essenziali come acqua, fognature, elettricità e servizi igienici. Ma il governo vuole prevenire la nascita di nuovi slum e sostituirli progressivamente con quartieri dotati di servizi.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

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