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Samia presidente tra le proteste. I rapporti Tanzania/ Kenya

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Alla fine Samia Suluhu Assan si è insediata nella carica di presidente della repubblica della Tanzania il 3 novembre 2025 con una cerimonia a porte chiuse presso una base militare a Dodoma. Una vittoria senza feste e, piuttosto, tra scontri e proteste che hanno causato molti morti e preoccupato la comunità internazionale. Nessun capo di Stato dei paesi confinanti (Kenya, Uganda, RDC, Ruanda) ha partecipato alla cerimonia, segno di un profondo isolamento diplomatico.

Samia presidente donna nel 2021, tra grandi speranze poi deluse

Samia era diventata presidente nel 2021 dopo la morte improvvisa di John Magufuli, di cui era vicepresidente. La rielezione del 2025 rappresenta il suo primo mandato elettivo, ma non si può certo considerare un successo politico. Attorno alla sua figura, infatti, 4 anni fa, si erano concentrate tante speranze. Si pensava potesse iniziare un processo di evoluzione democratica e sociale del Paese. E invece la sua vittoria e la sua gestione del potere, rimangono sul solco di una tradizione autoritaria e violenta.

Si rafforza il partito Chama Cha Mapinduzi (CCM), al governo dal 1961, ma cala a picco la fiducia dei giovani tanzaniani che avevano pensato che Samia potesse rappresentare una forte discontinuità rispetto ai suoi predecessori dello stesso schieramento.

L’appuntamento elettorale

Cosa è successo negli ultimi giorni? Il 29 ottobre si sono tenute le elezioni generali, che hanno visto la rielezione della presidente Samia Suluhu Hassan con il 97,66% dei voti. Tuttavia, il voto è stato fortemente contestato. I principali candidati dell’opposizione erano stati esclusi dal confronto: Tundu Lissu (Chadema) è stato arrestato per tradimento, mentre Luhaga Mpina (ACT Wazalendo) è stato squalificato per vizi di forma. Contro Samia si sono schierati un numero esagerato di candidati minori e senza peso.

Nonostante l’assenza di una vera concorrenza e la bassa affluenza al voto, si sono sollevati dubbi sulla validità e la trasparenza dell’appuntamento elettorale. Le opposizioni hanno denunciato frodi, intimidazioni e censura, con osservatori internazionali che hanno confermato il mancato rispetto degli standard minimi di democrazia.

Proteste e morti

Così dopo le elezioni, con l’esito unanime pro Samia, il paese è stato scosso da violente proteste in diverse città, tra cui Dar es Salaam, Mwanza e Mbeya. Il governo ha imposto un coprifuoco, bloccato internet per giorni e limitato i trasporti e le comunicazioni. Il bilancio delle vittime è incerto. Il governo parla di decine di morti. L’opposizione e fonti indipendenti di almeno 700.

Economia, società, il rapporto col Kenya

Nonostante la crisi politica, la Tanzania mostra una crescita economica robusta. Il PIL 2025 è stimato attorno agli 84 miliardi di dollari, con una crescita del 5–6%. Agricoltura, estrazione mineraria (soprattutto oro e nichel), turismo e infrastrutture sono i settori trainanti. Persistono però forti disuguaglianze sociali e rimangono tensioni sempre più esasperate con le comunità locali nelle aree minerarie. Ruto su X ha salutato l’elezione di Samia con un post dai due livelli di lettura.

“On behalf of the Government and the people of the Republic of Kenya, and on my own behalf, I extend sincere congratulations to Her Excellency Samia Suluhu Hassan on her re-election in the General Election held on 29 October 2025.”

“Kenya and Tanzania share deep historical ties and common aspirations for the prosperity and stability of our peoples, anchored in our shared history and our joint membership in the East African Community (EAC).”

“I call upon the patriotic people of Tanzania to uphold peace and the rule of law, and I encourage all political actors and stakeholders to embrace dialogue and tolerance as they seek to resolve any issues at hand in order to safeguard democracy and stability.”

La decodifica del post di Ruto

Il post è stato pubblicato il 3 novembre 2025, pochi giorni dopo le elezioni. Il tono è stato diplomatico, ma anche preoccupato, vista la situazione di violente proteste post-elettorali in Tanzania, con centinaia di morti secondo fonti dell’opposizione. Ruto ha cercato di bilanciare il riconoscimento ufficiale con un appello alla calma e al dialogo, in linea con il ruolo del Kenya come attore regionale.

I rapporti tra Kenya e Tanzania sotto Samia Suluhu e William Ruto sono stati alterni, segnati da collaborazione regionale ma anche da forti tensioni economiche e politiche.

Kenya e Tanzania sono rivali storici nel settore del turismo safari, con offerte simili ma differenze strategiche: Kenya è noto per il Masai Mara, la conservazione privata e l’accessibilità da Nairobi. Tanzania punta su Serengeti, Ngorongoro e Zanzibar, con un approccio più esclusivo e regolamentato. Kenya è prevalentemente cristiano, Tanzania mussulmana (sia pure senza estremismi).

Paura di essere invasa

Secondo alcuni esperti, la Tanzania ha cercato di proteggere il proprio mercato turistico da un’invasione keniota, temendo che le agenzie e le guide del Kenya potessero dominare il settore locale, soprattutto nelle aree di confine come il Serengeti. Nel 2025, Samia Suluhu ha introdotto misure protezionistiche che hanno colpito duramente il Kenya con un divieto per i non tanzaniani di operare in alcuni settori economici, tra cui guida turistica, saloni di bellezza, riparazione elettronica, trasferimenti di denaro mobile, che sembrano identificati in funzione anti Nairobi. Queste misure sono state interpretate come una risposta difensiva di Samia alla crescente presenza commerciale keniota, percepita come una minaccia alla sovranità economica tanzaniana.

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