Finora la politica ‘visti’ imposta da Donald Trump sull’Africa ha risparmiato il Kenya. Ma che i rapporti tra Nairobi e Washington siano del tutto fluidi e chiarificati non si può ancora dire.
Sul tavolo, ad esempio, ancora da far decollare davvero, c’è il tema del grande accordo in tema di aiuti sanitari. Di cui è al momento sospesa una parte dell’operatività. In ballo, poi, sotto traccia, ci sono le relazioni commerciali e industriali sempre fitte e dense tra il Kenya e la Cina. Che certamente non sono ben viste dalla Casa Bianca e dal Pentagono. Ma raccontiamo cosa è accaduto, seguendo la cronologia, tra Usa, Africa e Kenya nelle ultime settimane. E quali sono le prossime date chiave.
Visti Usa solo agli amici africani by Trump
Alla fine di dicembre 2025, Trump ha firmato un provvedimento che sospendeva l’emissione di visti per immigrati (green card inclusi) per 19 Paesi non europei, di cui alcuni africani, in nome della sicurezza nazionale. Il Kenya non è incluso nella lista dei ‘cattivi’. Anche perché nel frattempo il presidente William Ruto è partito per gli Usa dove a metà del mese scorso è stato stato accolto con tutti gli onori
Ruto è andato a Washington su invito del Presidente Trump anche per partecipare alla cerimonia di firma dell’accordo di pace tra Repubblica Democratica del Congo e Ruanda, tenutasi alla Casa Bianca. La sua presenza ha sottolineato il ruolo crescente del Kenya come mediatore regionale e garante della stabilità geopolitica nell’Africa dei Grandi Laghi.
Ruto ‘convince’ Washington ma…
Ruto ha definito gli incontri con Donald Trump “un momento spartiacque” per le relazioni bilaterali, grazie a “ospitalità eccezionale” e una serie di incontri produttivi nei settori della salute, del commercio, degli investimenti, della pace e della sicurezza.
Ha ringraziato l’amministrazione Usa per la “chiarezza di intenti” e per aver consolidato una amicizia strategica. È stato così firmato il Kenya–US Health Cooperation Framework, il primo accordo sanitario che, scavalcando altre intermediazioni istituzionali, va a individuare direttamente e finanziare alcune istituzioni sanitarie kenyote.
Il piano prevede aiuti per almeno 1,6 miliardi di dollari (alcune fonti indicano risorse fino a 2,5 miliardi) distribuiti su 5 anni per potenziare infrastrutture ospedaliere, sorveglianza epidemiologica, preparazione alle emergenze e copertura sanitaria universale.
È un passo significativo verso un modello di cooperazione più diretto e che evita di utilizzare i tradizionali canali ONG. Una geometria delle relazioni – con un do ut des più chiaro ed esplicito – che Trump vuole trasformare in una sorta di modello di relazione anche con altri Paesi africani e non.

Kenya favorito
La restrizione dei visti? Ebbene, lo stesso giorno della visita ufficiale di Ruto negli USA, è emersa la conferma che il Kenya non era incluso nel provvedimento.
La decisione è stata annunciata dal Dipartimento di Stato sotto la guida del Segretario di Stato Marco Rubio.
Rubio ha avvisato che i funzionari consolari di tutto il mondo avevano ricevuto l’ordine di interrompere l’elaborazione delle domande di visto per immigrati provenienti da vari Paesi.
Un vincolo più severo e stringente che per l’Africa riguarda tra gli altri Uganda, Somalia, Tanzania, Ruanda, Ghana, Sudan, Libia, Egitto, Senegal, Tunisia, Camerun, Etiopia, Repubblica Democratica del Congo ed Eritrea in un contesto di 75 Paesi ‘sfavoriti’.
La decisione è da interpretare nel quadro del più ampio sforzo americano volto ad inasprire gli standard di ingresso negli Stati Uniti per i cittadini stranieri.

Dal 21 gennaio
La sospensione, che entrerà in vigore il 21 gennaio, non si applicherà ai visti non-immigrati, compresi i visti turistici e d’affari, che rappresentano la maggior parte delle domande di visto.
I funzionari statunitensi prevedono che la domanda di visti non-immigrati aumenterà notevolmente nei prossimi anni a causa della Coppa del Mondo del 2026 e delle Olimpiadi del 2028, entrambe ospitate o co-ospitate dagli Stati Uniti.
Tornando all’accordo ‘sanitario’, va registrato che la situazione rimane in sospeso. L’ 11 dicembre 2025, la High Court di Nairobi ha emesso un ordine conservatorio bloccando temporaneamente la fase del patto sanitario che riguarda la condivisione, trasferimento o elaborazione di dati sanitari personali ed epidemiologici.

Appuntamento al 12 febbraio
L’ordine è arrivato dopo una petizione della Consumers Federation of Kenya (COFEK) e del senatore Okiya Omtatah, i quali hanno contestato la violazione della privacy, della Costituzione e della normativa sanitaria, segnando un importante freno all’implementazione del programma.
La fase di trasferimento dati non può ancora iniziare, in attesa che il governo fornisca “tutta la documentazione” richiesta e il tribunale valuti la conformità alle leggi keniane sulla protezione dei dati.
L’ordine conservatorio rimane in vigore finché non si terrà un’udienza completa, prevista per il 12 febbraio 2026, in cui verranno definite le modalità di gestione dei dati e eventuali modifiche all’accordo.









