Cerca
Alice for Children / MyAlice news / La Cina torna in Africa. Viaggio dell’Epifania nell’era Trump

La Cina torna in Africa. Viaggio dell’Epifania nell’era Trump

Indice

Cina e Africa, visite e relazioni stanno diventando di nuovo intense dopo quello che pareva una raffreddamento. Il ministro cinese degli Esteri, Wang Yi, ha recentemente intrapreso un ciclico tour in Africa, visitando in pochi giorni quattro paesi: Namibia, Repubblica del Congo, Ciad e Nigeria.

Iniziato il 6 gennaio, il viaggio è una tradizione nata ben 35 anni fa ed ha cadenza annuale. Nel tempo però è cambiata l’enfasi con cui a Pechino, ma anche nei Paesi toccati dal giro, veniva raccontata l’iniziativa.

Durante il suo ultimo tour, in un contesto geopolitico molto mutato, con l’impegno russo nel continente messo in discussione dalla nuova situazione creatasi in Siria e con l’avvio dell’era di Donald Trump come presidente Usa sempre più imminente, temi e toni sono un po’ cambiati. Tornando a privilegiare gli aspetti ‘gentili’ e meno mercantili della collaborazione economica del ‘celeste impero’ con i Paesi dell’area più povera del mondo.

Secondo quanto riportato dai media ufficiali cinesi, la Cina è il principale partner commerciale dell’Africa, con scambi commerciali per un valore di 167,8 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2024.

Negli ultimi anni, Pechino ha inviato centinaia di migliaia di lavoratori e ingegneri in Africa, ottenendo un accesso strategico alle sue vaste ricchezze minerarie, tra cui rame, oro e litio.

I prestiti delle banche pubbliche cinesi hanno aiutato le nazioni africane a finanziare progetti di costruzione e a realizzare infrastrutture, ma i fondi ricevuti hanno portato ad un aumento del debito in alcuni paesi quasi ‘fatale’.

Gli analisti affermano ora che la generosità di Pechino nei confronti dell’Africa sta venendo ricalibrata alla luce delle difficoltà economiche interne e che le preoccupazioni geopolitiche relative alla crescente contrapposizione con gli Stati Uniti potrebbero orientare sempre di più la politica estera.

Wang Hi ha comunque voluto rilanciare il ruolo cinese nell’area in un momento storico in cui si assiste ad un arretramento europeo, Francia in primis. Mentre – in tema atteggiamento americano – non è prevedibile l’attenzione che sarà rivolta al dossier africano da Donald Trump. Solo alla fine del suo mandato, del resto, Joe Biden ha visitato l’Africa segnalandone l’importanza strategica per i destini del pianeta.

La visita di Wang Hi (https://www.insidertrend.it/2025/01/11/economia/africa-penetrazione-cinese-wang-yi-conclude-il-viaggio-africano-in-nigeria/), comunque, è stata interpretata come un segnale di riaccensione dell’impegno della Cina verso l’Africa, proprio in funzione della minore spinta degli altri attori globali.

La strategia della Cina e le 4 tappe di Wang Yi

Il ministro cinese degli Esteri ha visitato quattro paesi. Wang Yi ha iniziato il suo tour in Namibia, dove ha incontrato Nangolo Mbumba, presidente, e Netumbo Nandi-Ndaitwah, prima vicepresidente donna.

Entrambe le parti hanno riaffermato il loro impegno a rafforzare la cooperazione bilaterale e a implementare i risultati del recente Forum sulla Cooperazione Cina-Africa (FOCAC).

Nella Repubblica del Congo il focus è stata la cooperazione nei settori dell’energia e delle risorse naturali. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato il presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso, il 7 gennaio 2025, a Brazzaville. La promozione dello sviluppo sostenibile e delle energie pulite è stato uno dei temi sensibili. Wang Yi ha elogiato il ruolo unico della Repubblica del Congo nelle questioni internazionali.

In Ciad, a N’Djamena, ha incontrato il presidente Mahamat Idriss Deby Itno per discutere di sicurezza regionale e sviluppo economico. In Nigeria, infine, ultima tappa del tour in primo piano  sono state le discussioni su commercio, investimenti e collaborazione tecnologica con il presidente nigeriano, Bola Tinubu, e il ministro degli Esteri, Cyril O. Enwezor.

La sponda nigeriana

Il cuore strategico di questi impegni cinesi è il ‘FOCAC’. L’ultimo forum Africa/Cina, tenutosi a Pechino nel settembre 2024, ha visto la partecipazione di oltre 50 Stati africani. Durante il summit, il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato un piano ambizioso per fornire all’Africa un supporto finanziario di 360 miliardi di yuan (oltre 50 miliardi di dollari) entro i prossimi tre anni.

La novità del viaggio più recente consiste nella promessa di aiuto militare. In Nigeria, Wang Yi si è speso in questo senso.

“La Cina – ha dichiarato – sosterrà fermamente gli africani nell’affrontare le questioni africane nel modo africano. Gli africani sono i veri padroni di questo continente”. E ha promesso un miliardo di yuan (136 milioni di dollari) in aiuti militari all’Africa e ha affermato che la Cina contribuirà ad addestrare 6.000 soldati e 1.000 agenti di polizia in tutto il continente.

“La Cina sostiene la Nigeria nel mobilitare i paesi della regione per raggiungere la forza attraverso l’unità, creare sinergie attraverso la riconciliazione e promuovere la sicurezza attraverso la cooperazione”, ha affermato in particolare Wang.

La Nigeria è uno dei principali partner commerciali della Cina nell’Africa subsahariana: esporta gas e petrolio a Pechino e importa prodotti manifatturieri dal Paese.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

CF ALICE FOR CHILDREN
97452480151

Richiedi la tua guida sui lasciti

Leggi l'informativa Privacy