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Il governo porta ITS in Africa. Focus è formare

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Il modello ITS per l’Africa. L’attualità dice che il continente africano può dare risposta e soluzioni ai problemi legati a immigrazione, demografia, e pure alla disperata necessità dell’Italia – diffusa anche in altri paesi europei – di potere attingere ad una manodopera formata, in grado di rispondere alle richieste, spesso inevase e massicce, che provengono da settori sempre più strategici del nostro sistema di imprese. La meccanica di precisione, il digitale e il ramo dell’ospitalità e della ristorazione faticano molto, in particolare, ad avere tutte le professionalità, evolute, che servono per farle rimanere competitive.

E’ in questo quadro – con un riflesso improntato alla sostenibilità e alla cooperazione paritaria – che si muovono alcune iniziative del ‘Piano Mattei’, pensato dal governo per rendere più coerente l’approccio alla presenza africana del nostro Paese.

L’esecutivo si sta muovendo con particolare impegno in Egitto. Alcune settimane fa era stata presentata una scuola italiana di ospitalità ad Hurghada.  

Modello ITS

Secondo passo e momento di questa strategia egiziana, l’inaugurazione di “Villaggio Italia” al Cairo il 12 febbraio 2025. Questo evento è stato organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito italiano, l’Ambasciata d’Italia al Cairo, SIMEST e oltre 50 aziende, presente il ministro Giuseppe Valditara.

Sono state presentate le migliori pratiche italiane di formazione, con un focus particolare sul modello 4+2 e sulle ITS Academy. E l’obiettivo è condividere le esperienze formative italiane e favorire la cooperazione tra Italia ed Egitto, contribuendo allo sviluppo del sistema educativo egiziano.

C’è in realtà alla base un progetto più ampio di espansione africana del metodo delle ITS Academy. L’obiettivo è quello di promuovere la cooperazione tecnica e formare giovani altamente qualificati in vari settori, come l’ICT, l’ingegneria e le scienze della vita in primo piano. Paesi come il Kenya e la Nigeria sono considerati dei punti di forza grazie alle loro fiorenti comunità tecnologiche e agli ecosistemi di startup.

L’espansione delle ITS in Africa potrebbe contribuire significativamente allo sviluppo economico e alla digitalizzazione del continente, creando nuove opportunità di lavoro e innovazione.

Il focus di Alice for Children

Da anni l’attività di Alice for Children in Kenya è improntata ad un preciso concetto di impegno umanitario in cui l’aspetto formativo è essenziale.

Cosa fa Alice for Children dal punto di vista dell’orientamento al lavoro dei tanti ragazzi sostenuti, dall’orfanotrofio fino al primo stage lavorativo?

In Kenya dal 2006, con l’obiettivo di sostenere i bambini e le donne e le famiglie delle baraccopoli di Nairobi, Alice for Children ha come mantra “From Slum to Job“. La filosofia cioè è quella offrire un percorso educativo completo ai bambini, partendo dall’asilo fino al mondo del lavoro.

Questo percorso include due iniziative speciali di Alice for Children: la Scuola di Cucina Italiana, AIFA, e la Digital School, che permettono ai bambini e poi ai ragazzi e alle ragazze di acquisire competenze pratiche e tecniche, aumentando così le loro possibilità di trovare lavoro e crearsi una vita dignitosa fuori dalle baraccopoli. Inoltre, Alice for Children offre un programma di empowerment per le donne, fornendo corsi di formazione per migliorare le loro competenze lavorative e la loro autonomia economica.

Secondo anno di Digital School

Il sistema educativo keniota è nel pieno di un processo di trasformazione innescato dalla recente riforma voluta dal governo di William Ruto

Le strutture formative di Alice for Children, che vanno dall’asilo alle scuole speciali, passando per le Primary e le Secondary school, attive in Kenya nei dintorni di Nairobi e delle discariche di Dandora e Kogorocho, ma anche a Rombo, hanno come propria filosofia di base l’idea di accompagnare ragazzi e ragazze keniote in un percorso completo di emancipazione dal bisogno.

Giovani e digitale

Dopo la scuola di cucina italiana e ospitalità, AIFA, l’ultima novità è stata l’introduzione della Digital School nel sistema di education. Il corso si tiene al sabato, implementando la formazione che gli studenti ricevono nel corso della settimana nelle Secondary school. Dotata di un moderno laboratorio, è coordinata in loco da Francesco Barabino, il corso dall’inizio di gennaio  ha avviato il secondo anno di studi, avendo come focus centrale di questa fase la conoscenza dei tool e la capacità di produrre contenuti digitali. Introdotto nel corso anche l’uso dell’intelligenza artificiale.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

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