Una giornata mondiale dedicata alle ONG, che la meritano, comunque le si definisca e qualunque sia il fronte delle attività svolte.
Il 27 di febbraio la celebrazione della ‘Ngo Day’ 2025 assume un valore ancora più importante, in un periodo che, ad esempio, sul fronte degli aiuti internazionali ha dovuto registrare le scelte ‘ciniche’ e al risparmio di alcuni big player.

La tensione sulla creazione di un mondo migliore, il focus su un interesse generale planetario che non si deve mai tradire, sembrano punti di vista quasi dimenticati nei programmi di molti governi nazionali. A partire da quelli dei Paesi più ricchi e più potenti.
Nel tam tam mediatico, ma anche nei proclami politici ed elettorali i richiami a costruire muri, cacciare immigrati, spendere di più per gli armamenti, sono prevalenti sulle azioni umanitarie e la generosità. E si evoca senza vergogna il ricorso alla forza come principale strumento per dirimere le controversie internazionali.
Ong instancabili
In questo contesto finisce per essere ancora più prezioso il lavoro di queste entità non governative. Le ONG si impegnano instancabilmente, spesso dietro le quinte e in territori rischiosi, per affrontare questioni altrimenti trascurate: dall’istruzione alla sanità passando per la protezione dell’ambiente e la salvaguardia dei diritti umani.
Non si limitano a fornire aiuti, ma offrono speranza, empowerment, lanciando allarmi sul rispetto della giustizia sociale e inviti a conservare intatte le risorse del nostro pianeta ed il rispetto per la dignità umana.
Negli ultimi dieci anni lo ‘Ngo Day’ è diventato un fenomeno globale, rammentando il lavoro di circa 10 milioni di organizzazioni/progetti senza scopo di lucro che impegna oltre 50 milioni di persone di 145 paesi, distribuite in sei continenti.
Il tema ufficiale dell’edizione 2025 questa volta è ‘potenziare i movimenti di base per un futuro sostenibile’ e creare cambiamenti sociali duraturi.

Radici lettoni della giornata
La Giornata Mondiale delle ONG è stata proposta per la prima volta nel 2009 da Marcis Liors Skadmanis, avvocato lettone. E’ stata ufficialmente riconosciuta e dichiarata prima dai 12 paesi membri del IX Forum delle ONG del Mar Baltico del Consiglio degli Stati del Mar Baltico nel 2010, e poi abbracciata anche dalle Nazioni Unite, dai leader dell’UE e dalle organizzazioni internazionali nel 2014. L’evento inaugurale globale della Giornata mondiale delle ONG fu ospitato dal Ministero degli Affari Esteri finlandese il 27 febbraio 2014 a Helsinki, Finlandia (worldngoday.org.)
Agenda 2025, il ruolo europeo
La Giornata Mondiale delle ONG 2025 sarà caratterizzata da eventi globali, tra cui conferenze, tavole rotonde e cerimonie di premiazione per onorare i contributi delle ONG. Il Consiglio d’Europa, di cui nella stessa giornata ricorre il 75esimo anniversario, lo celebrerà con ospite lo stesso Skadmanis, dedicando un convegno ad un tema chiave del nostro tempo: l’intelligenza artificiale e il suo potenziale effetto sulla democrazia e sui diritti umani.
Il lavoro delle ONG non è facile. Si trovano ad affrontare varie sfide, misurandosi con i problemi derivanti da finanziamenti limitati, ostacoli politici e talvolta anche la mancanza di riconoscimento.
Nel sito ufficiale dell’Unione Europea si legge: “Le ONG svolgono un ruolo di primissimo piano negli strumenti di finanziamento esterno dell’Unione europea, contribuendo alla loro progettazione, attuazione e sorveglianza. Il nostro sostegno annuale, del valore di 2 miliardi di euro, rappresenta il 73% dell’aiuto mondiale alle organizzazioni locali della società civile nei nostri paesi partner e fa dell’UE il principale donatore di aiuti alla società civile locale a livello mondiale”.
Le organizzazioni italiane, invece, dice il monitoraggio del portale Open Cooperazione sul 2023, sono attive in 122 paesi del mondo con oltre 5400 progetti implementati. In crescita l’impegno su Emergenza e aiuto umanitario, Salute e Educazione, all’estero si conferma il primato dell’attenzione ai paesi africani (Mozambico, Etiopia, Uganda, Kenya e Repubblica democratica del Congo sono i paesi dove le ONG realizzano più attività) (942 progetti).

L’azione di Alice for Children in Kenya
A proposito di Africa e Kenya, vogliamo ricordare il ruolo svolto da Twins International, l’associazione ONLUS italiana privata, apolitica e aconfessionale, che dal 2006 sviluppa i progetti Alice for Children in Kenya, a favore dei bambini più vulnerabili, con un percorso che li accompagna dall’asilo fino al mondo del lavoro.
In totale, oggi attraverso Alice for Children sosteniamo circa 4.000 bambini, per lo più orfani: una goccia nel mare del bisogno, tra le centinaia di migliaia di persone che abitano gli slum di Nairobi e le aree Maasai, come la comunità di Rombo.
Abbiamo costruito le scuole negli slums per garantire ai bambini e alle bambine un’educazione completa e di qualità, che li segua dall’asilo al lavoro, oltre che assicurare loro cure mediche e pasti caldi ogni giorno.
Li accogliamo sin da piccoli e i nostri progetti educativi e di formazione hanno l’obiettivo di renderli persone autonome, in grado di affrontare sfide e difficoltà, nonché dare loro il futuro che si meritano. Per massimizzare il nostro impatto positivo abbiamo creato un percorso educativo continuo e completo From Slum To Job.

Giovani istruiti significa anche giovani consapevoli dei loro diritti, che possono far sentire la propria voce per costruire una democrazia sana e matura e rendere il proprio Paese un posto migliore. Siamo fermamente convinti che il lavoro sia lo strumento più importante per cambiare la vita dei ragazzi più svantaggiati.









