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Dire ‘Ruto Must Go’ è ‘incostituzionale’? Militari sotto accusa

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Ruto Must Go, tranquillamente traducibile, in Italia, in ‘Ruto vai a casa’. Lo slogan è risuonato a più riprese anche durante l’ultimo viaggio ‘elettorale’ nel distretto delicato di Monte Kenya. Il presidente del Kenya, William Ruto, ha iniziato un tour di cinque giorni nella regione, visitando nove contee di quell’area, tra cui Laikipia, Nyeri, Meru e Kirinyaga.

Rigathi Gachagua
Ruto e Gachagua

Il viaggio è stato presentato come un’iniziativa per lanciare progetti di sviluppo, ma ha anche suscitato commenti e dietrologie, visto che il presidente sta visitando un’area ‘cara’ all’ex ex vice presidente Rigathi Gachagua, cacciato dal potere con una procedura di impeachment l’anno scorso e ora attivo all’opposizione nella prospettiva dell’appuntamento elettorale del 2027. Gachagua ed il suo nuovo movimento politico chiamato “Ituungati,” hanno una presenza importante in quel distretto.

Il presidente in carica anche lontano da Monte Kenya, rimane un obiettivo satirico e non solo dei giovani della Generazione Z per i suoi, più o meno diretti, tentativi di circoscrivere o evitare le proteste. Anche quelle legittime e democratiche: le parodie del presidente su stampa e social, come le manifestazioni di dissenso on the road.

L’esercito e i servizi contro lo slogan ‘Ruto Must Go’

Intanto, oltre a Ruto e con Ruto, ad essere bersaglio delle proteste e dei commenti dei giornali sono i massimi responsabili della sicurezza in Kenya. Un generale e il capo dei servizi, si sono pubblicamente spesi per il presidente in carica, secondo molti esorbitando dalle proprie funzioni e ruolo, ‘avvertendo’ chi vuole recitare nelle piazze lo slogan ” Ruto Must Go ” .

Governo Ruto

Secondo i militari le critiche a Ruto a base di proteste e slogan rischiano di apparire sovversive. Bisogna – dicono – esercitare i propri diritti entro un ambito ‘costituzionale’ ed è solo per una via trasparente che si deve cercare di “rovesciare un governo eletto dal popolo”.

‘Contro’ Ruto anche Davies e Aubameyang

Oltre che nel suo tour in Monte Kenya, canti intonanti lo slogan “Ruto Must Go” si sono sentiti anche al recente Safari Rally, svoltosi con successo alla fine di marzo a Naivasha, dove il discorso conclusivo del presidente è stato ripetutamente interrotto. A vincere la gara era stato Elfyn Evans al volante della Toyota GR Yaris Rally1 e affiancato dal fidato navigatore Scott Martin. Tutto sommato contenute erano state le proteste degli ambientalisti.

Non bastasse, durante le qualificazioni per la Coppa del Mondo tra Kenya e Gabon a Nairobi il 25 marzo, i tifosi di calcio hanno cantato “Ruto Must Go” sugli spalti, con un passaparola ostile generato per Ruto anche dall’esito negativo del match.

Il Kenya ha affrontato il Gabon il 23 marzo 2025 in una partita di qualificazione per la Coppa del Mondo FIFA 2026, giocata al Nyayo National Stadium di Nairobi. Il Gabon ha vinto la partita 2-1 grazie a una doppietta del campione Pierre-Emerick Aubameyang, protagonista del nostro campionato e poi della Premier League. E questo nonostante il Kenya abbia giocato bene e il capitano Michael Olunga abbia segnato un gol alla fine del secondo tempo. Non è stato sufficiente per ribaltare il risultato determinato anche da un rigore assegnato al Gabon per fallo di mano in area.

Tormentone politico

 Anche i leader di vari partiti kenioti stanno utilizando lo slogan per farlo diventare un tormentone ed esprimere il malcontento pubblico nei confronti delle politiche e dello stile di leadership di Ruto.

Secondo la Costituzione keniota, comunque, tornando alle dichiarazioni di rappresentati di esercito e servizi, le forze armate devono rimanere politicamente neutrali e astenersi da attività politiche di parte. Lo hanno ricordato così, dopo quanto è successo, vari oppositori.

Il leader del Democratic Movement, Kalonzo Musyoka (nella foto) lo ha fatto sostenendo che il presidente sta arruolando l’esercito per contenere il crescente dissenso pubblico. Mentre il già citato Gachagua ha esortato i militari a tenersi fuori dalla politica.

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