Divieto per chi ha meno di 21 anni. Con un provvedimento presentato al Parlamento il 15 di luglio il Kenya ha deciso di innalzare l’età minima legale per il consumo e l’acquisto di alcolici da 18 a 21 anni. Chi vende e chi distribuisce alcolici dovrà accertarsi che ci compra ha l’età minima.
Questa misura fa parte di una nuova politica nazionale per contrastare l’abuso di alcol, droghe e sostanze stupefacenti, soprattutto tra i giovani. La decisione annunciata dal governo keniano mira a fornire un supporto giuridico più forte per le forze dell’ordine e le comunità locali nel limitare l’accesso all’alcol da parte dei minorenni, in particolare nei luoghi pubblici e scolastici.
Il limite dei 21 anni è indicato nella nuova legge sulla “Politica nazionale per la prevenzione, la gestione e il controllo dell’abuso di alcol, droghe e sostanze stupefacenti”. Tuttavia, non è ancora stata specificata una data esatta di entrata in vigore.
Divieto alcol a 21 anni, ma anche provvedimenti di supporto sul territorio
Il governo ha indicato che i prossimi passi includeranno l’approvazione di leggi di supporto a livello locale e la formazione di comitati per il controllo dell’alcol e delle droghe in ogni contea. La nuova normativa keniana sull’alcol, inoltre, prevede uno sforzo in tema di comunicazione e quindi la promozione di campagne di sensibilizzazione e programmi educativi come parte integrante della strategia per contrastare l’abuso di alcol. Tra i target preferenziali di queste iniziative di comunicazione e pubblicità non ci saranno solo i giovanissimi.

Secondo quanto riportato, il governo considera queste campagne essenziali per ridurre i danni causati dall’alcol, sia in termini di salute pubblica che di sicurezza stradale.
L’impegno comprenderà, oltre che l’avvio di programmi educativi nelle scuole e nelle comunità, il coinvolgimento dei media per diffondere messaggi di prevenzione, la collaborazione con organizzazioni locali e religiose per promuovere uno stile di vita sano. Ma anche la formazione per i venditori di alcolici per riconoscere e gestire situazioni a rischio.
Alice for Children e la lotta al changa
Più difficile contrastare il fenomeno legato al consumo giovanile di “changa” (da non confondere con la versione psichedelica internazionale contenente DMT), termine colloquiale che si riferisce a un tipo di alcol distillato illegalmente, spesso prodotto artigianalmente in ambienti non controllati. Si tratta di una bevanda alcolica tradizionale molto forte, simile alla grappa, ottenuta dalla fermentazione e distillazione di mais, miglio o sorgo.
È spesso prodotta illegalmente, senza controlli sanitari, e può contenere sostanze tossiche come metanolo o batteri pericolosi. Il suo uso – molto diffuso ai margini delle baraccopoli intorno alla grande discarica di Dandora ma anche nelle aree urbane rurali come Rombo, dove opera in entrambi i casi Alice for Children – è associato a gravi rischi per la salute, tra cui cecità, avvelenamento e morte. Il governo keniano ha tentato più volte di regolarizzarne in qualche maniera la produzione, ma il mercato nero rimane attivo.

La chang’aa viene prodotta senza controlli igienici o standard di sicurezza. Sulle famiglie e sui giovani ha un impatto disastroso. Uno dei rischi più gravi deriva dall’uso del metanolo, con la distillazione mal eseguita che può causare cecità permanente e danni neurologici gravi.
Senza contare che alcuni produttori aggiungono battericidi, carburanti o solventi per aumentare la potenza dell’alcol, con effetti devastanti sul fegato, reni e sistema nervoso.
La produzione – in baraccopoli – avviene spesso in ambienti sporchi e contaminati, con acqua non potabile e strumenti non sterilizzati, aumentando il rischio di infezioni gastrointestinali e epatiti.

Secondo l’OMS, circa 4 persone su 100 in Kenya muoiono ogni giorno per cause legate all’abuso di alcol, e la chang’aa rappresenta una parte significativa di questo problema. Il 59% degli alcolici venduti in Kenya è illegale, e molti di questi sono chang’aa o simili. Questo ha un impatto devastante sulla salute pubblica e sulle finanze dello Stato.









