Un contest ‘sentimentale’. Emozioni, ricordi, una diversa consapevolezza della realtà. I nostri volontari – con grande generosità – hanno accettato di ricapitolare e raccontare le loro esperienze keniote, esponendosi con sincerità e senza filtri.
Lo staff di Alice for Children ha letto con molto interesse e partecipazione i mémoire prodotti da alcuni dei ragazzi e le ragazze (in realtà a rispondere sono state soprattutto le donne). Lavori spesso articolati e ricchi di immagini, frutto dell’impegno dei volontari che, nel corso dell’ultima estate, sono partiti per l’Africa con Alice for Children.

Impegnarsi con i bambini che supportiamo accanto alla grande discarica di Dandora, a Nairobi, o nella savana di Rombo, è ogni volta un’esperienza che lascia il segno. Una traccia forte, che resta nella mente e sulla pelle. Leggere le riflessioni di tutti è stato, per lo staff di Alice for Children, un esercizio gratificante e una ulteriore conferma di quanto sia importante condividere questo impegno.

La fase due del Contest Volontari è iniziata
Anche quest’anno, in chiusura del ciclo di attività, Alice for Children ha indetto un contest, assegnando tre premi ai racconti più densi, significativi e capaci di ispirare i volontari futuri. Riconoscimento più ambito, il vincitore potrà decidere di tornare con noi a Nairobi nel 2026.
Nelle ultime settimane il nostro staff – italiano e keniota – ha letto le testimonianze raccolte sul campo durante la stagione 2025. Dopo questo primo screening è stata definita una top seven, e da qui prende avvio la fase più cruciale del confronto: quella online.

Fino al 18 febbraio alle 10.30, infatti, la graduatoria preliminare stilata dalla giuria interna potrà essere confermata o completamente ribaltata attraverso i voti espressi su Instagram. Con un semplice like potrete contribuire a determinare il vincitore del Contest Volontari 2025. Su ciascun post troverete una foto e un estratto del contenuto presentato.
È possibile votare sulla pagina Instagram di Alice for Children e, soprattutto, su quella dei volontari: @thevolunteersdiaries.
I like ottenuti da ciascun post concorreranno al punteggio finale, che sarà sommato alla classifica preliminare redatta dalla giuria interna.
Nota importante: Instagram non è responsabile del contest, che è organizzato e gestito esclusivamente da Alice for Children.

Il succo dei post
Per accompagnarvi nella scelta, abbiamo pensato di proporvi una breve rassegna di alcuni frammenti significativi condivisi dai volontari.
Arianna Cesandri scrive:
“In Kenya, costretti dalle circostanze, i bambini imparano presto doveri e responsabilità, ma restano bambini, con il diritto di sbagliare, di fare capricci e di sentirsi visti. A loro non serve compassione né pietà: servono diritti, tutele e contesti che permettano loro di crescere, imparare e avere possibilità di fiorire”.
Molto intenso anche il ricordo di Alice Rosati, che racconta:
“Bimbi minuscoli con un calzino sì e uno no, una scarpa sì e una no.
Non so perché, ma questo mi ha colpito più di un bambino scalzo.
Forse perché parlava dell’abitudine ad avere qualcosa che manca.
Un’abitudine così radicata da non sentirla più”.
Chiara Reggio si sofferma invece su una frase che l’ha colpita profondamente:
“Durante un’attività una bambina mi ha detto: ‘Io sono una persona che ama aiutare gli altri. Il mio albero è robusto per sorreggere l’aiuto’.
Queste parole mi hanno colpito, non solo per la bellezza, ma per la profondità con cui anche i più piccoli riescono a raccontarsi.
Mi porto via il cambiamento, non quello che ho lasciato, ma quello che loro hanno fatto in me. E insieme un impegno: quello di non dimenticare. E di continuare a raccontare, costruire, restituire”.
Molto suggestive anche le testimonianze di Francesca Cardinale, Carla Iliceto, Francesca Brancaccio ed Elisabetta Merella.
Carla scrive:
“È stata un’esperienza difficile per quello che abbiamo visto, per quello che abbiamo provato e per i discorsi e le riflessioni a cui ci ha portato. Un viaggio personale talmente profondo da volerne tenere tra noi il racconto più intimo”.
Elisabetta commenta così:
“Sono tornata diversa. Con più domande, forse, ma anche con una consapevolezza nuova. Certe esperienze non finiscono quando torni a casa: continuano a camminarti accanto ogni giorno.
Grazie ad Alice for Children, ai bambini, alle persone incontrate e al gruppo con cui ho condiviso questo pezzo di strada”.
Francesca Brancaccio ricorda intensamente il momento del commiato:
“Porterò per sempre nel cuore la sera prima della partenza. Abbiamo messo la musica e abbiamo ballato tutti insieme. A un certo punto mi sono fermata e li ho guardati: in quell’istante così semplice ho sentito una gratitudine talmente forte che mi si è stretto il cuore. Una bellezza inspiegabile, che non dimenticherò mai”.
Infine, Francesca Cardinale offre una riflessione più spirituale:
“A volte i credenti si chiedono dove sia Dio nei posti in cui dilaga la miseria, eppure mi è parso di sentirlo lì, più che in qualunque altro posto, nelle reti di reciproca solidarietà di una chiesa spoglia ed essenziale.
Ecco, consiglierei a chiunque scelga di fare questa esperienza di spogliarsi dei pregiudizi, di ciò che crede di sapere o di essere”.
Votate, votate, votate. Chi vi ha ispirato di più.









