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Il diritto di giocare ed essere bambini. Giornata per ricordare

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I bambini hanno diritto ad essere tali, a giocare ed essere spensierati. In un’epoca dominata da guerre e da recrudescenze di violenza di ogni tipo, il 20 di novembre diventa una giornata ancora più particolare e che è ancora più importante celebrare. E’ in questa data, infatti, che si è deciso di ricordare la Giornata mondiale dell’infanzia.

Giocare focus Unicef nella giornata mondiale dell'infanzia

Più che mai oggi – mentre infuria ancora il conflitto in Ucraina, Gaza e la Palestina sono ancora un problema aperto e terribile e in Africa è in pieno corso il terribile spargimento di sangue in Sudan – rimettere al centro i diritti dei bambini è fondamentale. La loro salvaguardia è il principio basilare di ogni comunità e convivenza. Ed è essenziale quindi tornare ad avere un momento di riflessione e di impegno collettivo – globale – per la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti.

La data non è casuale: ricorda due passaggi fondamentali della storia delle Nazioni Unite. Nel 1959 fu approvata la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, mentre nel 1989 venne adottata la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il trattato internazionale sui diritti umani più ratificato al mondo.

Questa ricorrenza è così un’occasione per ribadire che i bambini hanno diritti specifici e universali, che devono essere garantiti ovunque.

Tra questi spiccano il diritto alla vita, alla salute, all’istruzione, alla protezione da ogni forma di violenza e sfruttamento, alla partecipazione e all’ascolto.

La Convenzione ONU ha sancito che i minori non sono semplicemente soggetti da tutelare, ma persone titolari di diritti, con voce e dignità proprie.

Giocare non è un lusso ma un diritto. 20 novembre giornata mondiale dell’infanzia

Ogni anno la Giornata mondiale dell’infanzia viene dedicata a un tema particolare. Nel 2025 l’UNICEF ha scelto di porre l’accento sul diritto al gioco, sancito dall’articolo 31 della Convenzione.

La Giornata mondiale dell’infanzia, dunque, non è solo una ricorrenza, ma un invito a trasformare i principi della Convenzione in azioni quotidiane, affinché ogni bambino possa crescere libero, protetto e felice.

Il gioco non è un lusso, ma un elemento essenziale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei bambini. Attraverso il gioco i più piccoli imparano a relazionarsi, a conoscere il mondo, a sviluppare creatività e resilienza. Tuttavia, milioni di bambini nel mondo non hanno accesso a spazi sicuri o a momenti ludici, perché costretti a lavorare, a sposarsi precocemente o a vivere in contesti di guerra e povertà.

Il diritto all’infanzia negato in Africa

Se in molti paesi il 20 di novembre è un’occasione di festa e sensibilizzazione, in Africa essa assume un significato drammatico. Nel continente, milioni di bambini vedono negati i diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione ONU. L’Africa subsahariana – in particolare – concentra i più alti tassi di povertà multidimensionale infantile: mancanza di cibo, acqua potabile, cure mediche, istruzione e protezione sociale. Le cause sono molteplici: conflitti armati, crisi climatica, epidemie e instabilità politica. In paesi come Somalia, Sudan o Repubblica Democratica del Congo, i bambini crescono tra guerre e carestie, spesso costretti a lavorare o a unirsi a gruppi armati. La malnutrizione cronica colpisce milioni di minori, compromettendo il loro sviluppo fisico e mentale.

Le attività di Alice for Children ed il gioco

Un esempio emblematico di condizioni estreme che negano il diritto all’infanzia sono quelle che si vivono nelle baraccopoli alla periferia di Nairobi. Oppure a Rombo, nel cuore della Savana Maasai, sempre in Kenya.

A Dandora e Korogocho a fianco di una delle più grandi discariche a cielo aperto dell’Africa orientale, migliaia di famiglie vivono di pura e stentata sussistenza, grazie al riciclo dei rifiuti. I bambini crescono in condizioni di degrado estremo: respirano aria inquinata, sono esposti a malattie e spesso costretti a lavorare tra i rifiuti per contribuire al sostentamento familiare.

Alice for Children offre ai bambini e alle loro famiglie una prospettiva di uscita da questo inferno. Lo fa assicurando lo studio, le cure mediche e l’assistenza nelle sue scuole primarie e secondarie. Un percorso completo che accompagna i giovani anche dopo il liceo, con la formazione professionale delle accademie di food e digitale. L’obiettivo è quello di inserirli nel mondo del lavoro. Ma in questo metodo, il gioco e le attività non strettamente scolastiche diventano strumenti per sviluppare competenze sociali, relazionali e di resilienza che rafforzano la loro crescita personale e sociale.

Entra in gioco lo Sport, con calcio, atletica e tante altre discipline. Il calcio femminile, in particolare, è visto come mezzo di riscatto e di emancipazione, grazie anche al progetto My Dream sostenuto da Fondazione Milan.

Ma poi sono essenziali anche arte e creatività, i laboratori di disegno, musica e danza che permettono ai bambini di esprimersi e sviluppare talenti.

5 per mille

Tante attività ludiche strutturate insegnano collaborazione, rispetto delle regole e capacità di problem solving. E negli spazi di Alice for Children i bambini possono giocare e divertirsi liberamente e protetti.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

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