In Kenya le recenti riforme ‘strutturali’ del governo di William Ruto, quella scolastica e poi quella sanitaria, impattano in maniera sempre più evidente sulla vita delle persone e – da qualche mese a questa parte – anche sui progetti di Alice for Children.
I membri del team in viaggio nel Paese – e cioè la direttrice Valentina Cislacchi, la responsabile del SAD Francesca Galliulo e il vice-coordinatore sul campo Francesco Barabino – una volta atterrati a Nairobi sono stati in prima battuta impegnati sul fronte scolastico.
Nella prima tappa, così, Valentina, Francesca e Francesco sono andati a verificare la situazione di Alice for Kilimanjaro, a Rombo, al confine con la Tanzania, dove risiede una folta comunità Maasai. Dopo la ricognizione positiva sulle scuole alle falde della montagna, c’è stato il ritorno alla ‘base’, e quindi al Village nei pressi della capitale, con in primo piano le implementazioni dei progetti chiave nella baraccopoli di Korogocho, ovvero le scuole di Grapesyard e Maranatha.

Lo stesso tipo di analisi – verifica dell’infrastruttura, ma anche della efficacia della proposta formativa, in un momento in cui in Kenya è appena ripartito l’anno scolastico – è quindi stato fatto anche nella zona di Dandora, in particolare per le strutture di Claires School e Josana School.
Più opzioni di Secondary School
Anche nella terza fase del viaggio, fino al week end d’inizio febbraio – la riforma scolastica keniota è rimasta all’ordine del giorno.
Valentina e Florence (nello staff di Alice Village a Korogocho), oltre che Francesca e Francesco hanno incontrato i rappresentanti di varie scuole secondarie con cui Alice for Children sta verificando la possibilità di allacciare o estendere la propria partnership.

L’idea è che i ragazzi e le ragazze cresciuti all’insegna della filosofia ‘From Slum To Job’ possano aveva ancora più opzioni di scelta e specializzazione al momento di frequentare la seconda parte della scuola secondaria.

Il Neema Hospital come riferimento in era Taifa
Altra tappa fondamentale, quella inerente invece gli effetti della riforma sanitaria, visto che da quest’anno si prevede il passaggio progressivo al sistema ribattezzato come Taifa Care.
Secondo il Ministero della Salute keniota il Taifa sta facendo progressi significativi allargando la copertura dei servizi di base per tutti i cittadini kenioti. Gestito dalla Social Health Authority (SHA), il Taifa Care ha visto finora registrarsi oltre 15,2 milioni di persone. Ma il processo è ovviamente lungo.
Attraverso Alice for Health, in Kenya Alice for Children ha da molti anni a questa parte iniziato a garantire assistenza sanitaria e medica a tutti i bambini che frequentano l’Alice Village, a partire dai piccoli che stanno negli orfanotrofi.
Ma lo stesso tipo di supporto viene poi fornito a quelli che frequentano le varie scuole, nel percorso articolato che va dall’asilo alle scuole primarie e secondarie, fino alle due specializzazioni originali (Aifa e Digital School) immaginate da Alice fo Children per rendere ancora più efficace e probabile l’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro.
Il supporto di Alice for Health
Le cure mediche, in particolare, sono fornite grazie anche a un accordo con due ospedali cittadini, il Neema Hospital e il Brother Andre Hospital. Inoltre sono state create vere e proprie Smart clinic nelle scuole per offrire assistenza sanitaria immediata e continuativa.
Un’infermiera specializzata – reperibile 24 ore su 24, sette giorni su sette – garantisce un presidio medico nelle scuole di Korogocho e Dandora, rappresentando un punto di riferimento per le esigenze di salute dei bambini e delle loro famiglie ricoprendo di fatto il ruolo del “medico di famiglia”.
Inoltre, per bambini affetti da malattie croniche come l’HIV e l’anemia falciforme, Alice for Children garantisce ulteriori cure, fornendo trattamenti necessari per mantenere sotto controllo la malattia ed un’alimentazione specifica per aiutarli nel recupero e nel mantenimento di una salute migliore.









