Immersione nel mondo di Alice for Children, senza filtri e senza possibilità di fraintendimenti su cosa voglia dire una certa maniera d’intenderne la mission in Kenya. Dopo un’intensa settimana, si è concluso il viaggio del gruppo Fondazione Mediolanum a Nairobi, dove da anni – condividendone i valori di pragmatismo e organizzazione – supporta i progetti della nostra Onlus.
Un’occasione per toccare con mano la complessità di certe realtà, ma anche di verificare come l’impegno di Alice for Children si sia integrato in quella particolare trama sociale diventandone, con la concretezza dei suoi progetti, uno dei riferimenti positivi più essenziali.

Francesco e Sara a supporto
Francesco – vice coordinatore sul campo delle attività di Alice for Children in Kenya – e Sara, coordinatrice dei volontari, hanno accompagnato il gruppo di charity ambassador di Banca Mediolanum (dirigenti, manager, family banker) che, distintisi nel corso dell’anno nel sostegno a iniziative filantropiche, hanno avuto la possibilità di fare questa esperienza, intensa e non facilmente replicabile.

Per il gruppo di viaggiatori la prima giornata di ricognizione ha riguardato lo scoprire come si vive e si lavora a Dandora, nei pressi cioè di una delle più grandi discariche africane, dove vivono le famiglie e i bambini che legano proprio ad una versione estrema e tremenda dell’economia del riuso le proprie chanches di sopravvivenza.

A Dandora con Amunga
“Ci siamo mossi – racconta Francesco – avendo come guida Amunga, il preside della scuola di Alice for Children di Claires, che ci ha spiegato l’economia, il sistema di relazioni e di interazioni che regola il tessuto sociale che vive attorno alla discarica”.

Tornati alla base di partenza, con lo staff a fare da guida, gli ospiti sono andati in giro per tutto il perimetro in cui ci sono scuole e uffici, che per altro – come si vede bene anche dalle foto – devono molti dei miglioramenti all’impegno di Fondazione Mediolanum.

“Dopo avere fatto il giro delle classi – spiega Francesco – abbiamo mangiato lì, ospiti della scuola. Poi siamo tutti tornati ad Alice Village e ad Alice Twins House, a poca distanza dall’aeroporto di Nairobi, a Utawala, dove il maestro di music and dance ha coordinato i ragazzi che hanno fatto un’accoglienza speciale, artistico/musicale, ai nostri amici visitatori”.

A Korogocho con Jane e poi a Maranatha
Nel secondo giorno di esperienza, il gruppo della Fondazione Mediolanum ha visitato il progetto Grapesyad School, a fianco – stavolta – della baraccopoli di Korogocho. “E’ stata un’altra assistente sociale del nostro staff, Jane – dice Francesco – a guidare la visita nella scuola e nelle classi. Siamo pure andati a vedere la ‘riparian area’, la zona della scuola, messa in crisi da alluvioni e demolizioni dell’anno scorso”.
Quella parte della baraccopoli ora è ora interessata dalla fase di rimessa a punto dell’argine, con in previsione anche altri miglioramenti e interventi. “Da uno spuntone della collina – racconta ancora Francesco – abbiamo visto la parte vecchia della discarica”.

Impegnativa emotivamente anche la terza giornata, dedicata al progetto di Maranatha. In questo caso Alice for Children opera in una situazione ancora più speciale e delicata. “Del resto, si è scelto di aiutare una comunità molto particolare, con le famiglie ed i bambini costretti a fronteggiare le condizioni di vita ancora più estreme e difficili di quanto già non avvenga in altre zone vicina alla discarica di Dandora” commenta Francesco.

Una giornata arcobaleno
Il quarto giorno, si è tornati di nuovo alle scuole di Claires, dove i viaggiatori hanno dato un altro contributo fattivo mettendosi a dipingere con i colori dell’arcobaleno le pareti esterne dei complessi di alcune delle classi dell’asilo.
Nella settimana di viaggio, i tredici amici di Alice for Children, continua ancora Francesco “hanno quindi avuto l’opportunità di entrare in contatto diretto ed esperire in prima persona il contesto socio-economico in cui Alice for Children opera, oltre al funzionamento dei nostri progetti, dedicati a migliaia di bambini e bambine delle baraccopoli della capitale”.

Ciò che si vede e si vive è sempre molto impattante dal punto di vista umano ed emotivo. “I componenti del gruppo hanno voluto visitare gran parte dei progetti che Alice for Children sviluppa e, oltre alle scuole da noi fondate anche quelle che supportiamo tramite il sostegno a distanza, la nostra Children’s Home, Alice Village, che ospita diverse decine di bambini e bambine provenienti da contesti familiari estremamente critici”.

In sintonia
Francesco è stato molto colpito dall’atteggiamento e dalla sensibilità degli ospiti: “Hanno ascoltato con partecipazione i racconti dei vari membri dello staff di Alice for Children, i presidi delle scuole, gli assistenti sociali e tutti gli operatori che li hanno guidati. E si sono poi messi in gioco in prima persona. Prima ancora di partire per Nairobi, innanzitutto, avevano fatto in modo di raccogliere una grande quantità di beni e prodotti – vestiario, biancheria, attrezzatura sportiva – per i bambini di Alice Village. E poi hanno dedicato un’intera giornata alla pittura delle pareti esterne delle nuove classi della scuola primaria di Claire’s, nella baraccopoli di Dandora. E sono sicuro – conclude Francesco – che le consapevolezze e le conoscenze che hanno acquisito in questa settimana, le trasmetteranno a tutte le persone che conoscono e se le porteranno di qui in avanti nella loro vita”.









