Patto formale tra William Ruto e Raila Odinga, tra il partito Kwanza – forza chiave dell’Alleanza democratica unita (Uda) al governo – e l’ODM, principale partito di opposizione.
Il presidente Ruto ha già iniziato un tour della capitale Nairobi e poi di altre città e territori del Kenya per presentare ai suoi elettori e alle persone di vario orientamento politico la svolta ‘inclusiva’ e la pacificazione ufficiale con il suo rivale più arcigno.
I rapporti tra Ruto, presidente del Kenya, e Odinga, ex capo dello stato e avversario di quello attuale alle ultime elezioni, erano di fatto già molto migliorati negli ultimi mesi.
Ruto, infatti, aveva sostenuto Odinga nel suo tentativo (fallito poi a metà febbraio) di diventare presidente della Commissione dell’Unione Africana (AUC).
E questo gesto era già stato interpretato come un segnale chiaro di promuovere l’unità e la collaborazione, nonostante quella che sembrava una irriducibile rivalità politica personale e, a monte, una contrapposizione troppo secca tra i partiti dei due leader.

Ruto, in quel caso aveva sottolineato come il suo supporto fosse basato sull’esperienza di Odinga come credibile e autorevole ‘panafricanista’. Dal dialogo su questa vicenda era poi nato qualcosa di più. L’ODM (Orange Democratic Movement) di Odinga, che non faceva ancora formalmente parte del governo, aveva comunque ‘prestato’ suoi uomini al governo a guida Kwanza. Ora per questa super coalizione c’è il battesimo finale.
Intesa programmatica tra i nemici/amici Ruto e Odinga
Kenya Kwanza e Orange Democratic Movement (ODM) iniziano a lavorare insieme nel governo sulla base di una larga intesa programmatica.
L’accordo, intitolato “Intesa per risolvere le sfide sociali e politiche che i kenioti devono affrontare”, è basato su dieci punti critici individuati dal rapporto NADCO.

Il National Dialogue Committee, è un comitato istituito in Kenya per promuovere il dialogo e il consenso su questioni politiche e sociali cruciali con un focus su riforme costituzionali, legali e politiche.
Tra i temi principali trattati dal NADCO ci sono stati la ristrutturazione della Commissione Elettorale e dei Confini (IEBC) e revisione dei bacini elettorali, l’introduzione di nuove figure istituzionali come il Primo Ministro e il Leader dell’Opposizione Ufficiale. E’ il NADCO che si occupa di temi come la promozione dell’uguaglianza di genere e dell’unità nazionale, nonché la gestione in trasparenza dei fondi governativi.
Piattaforma comune
Secondo quanto dettato ultimamente, Ruto e Raila si trovano quindi impegnati a spingere l’inclusività in tutta la vita pubblica, proteggere e rafforzare il decentramento, promuovere e proteggere i mezzi di sussistenza dei giovani, la leadership e l’integrità, proteggere il diritto di riunione pacifica e di protesta, affrontare il debito nazionale, combattere la corruzione, fermare lo spreco di risorse pubbliche e promuovere l’efficienza del governo e proteggere la sovranità del popolo. Un documento riconosce la necessità di lanciare un’ampia piattaforma per collaborare e affrontare queste sfide di medio e lungo termine.
Da mesi però l’orizzonte politico keniota, specie in vista delle elezioni presidenziali del 2027, sta ridefinendo i pesi dentro lo schieramento di opposizione, nel tentativo – sempre più complicato – di esprimere a quell’appuntamento un candidato comune. La possibilità che questi sia Odinga, piano a questo punto della situazione, molto basse, anche se il leader ha precisato che il patto non ha alcun valore ostativo da questo punto di vista. La firma dell’accordo dovrebbe portare alla nomina di altre cariche di rappresentanti dell’opposizione all’interno del governo.
Le reazioni
In primo piano una crisi perdurante nemmeno troppo strisciante dopo la mancata approvazione della legge finanziaria dello scorso giugno, che diede il là alle proteste antigovernative dei giovani, con morti, feriti e un’ondata di sequestri e colpi di mano di polizia e servizi segreti che avevano innescato le proteste delle organizzazioni per i diritti umani del Paese e sollevato richieste di chiarimenti anche a livello internazionale.
“Un patto davvero nazionale ed inclusivo”, lo ha definito il presidente Ruto, che durante la conferenza stampa ha elogiato l’accordo, definendolo un impegno per l’unità nazionale e un approccio bipartisan al proseguo della governabilità del Paese.
Divisa l’opinione pubblica, molti dubbi sono emersi tra i sostenitori di Odinga, con proteste nelle roccaforti del partito, a Kisumu e nelle regioni nord occidentali del Paese.









