Borse di studio per chi le merita. Formarsi in Europa sarà più facile. Il 5 aprile 2025 si è tenuta a Nairobi la presentazione del programma ‘Study in Europe’.
L’iniziativa esiste dal 2015 ed è nata per promuovere l’istruzione superiore in Europa, ma essendo indirizzata agli studenti di tutto il mondo. Da dieci anni a questa parte ha aiutato migliaia di studenti a scoprire opportunità accademiche in diversi paesi del vecchio continente.

Il bouquet di opportunità, infatti, comprende la possibilità di studiare in 33 paesi, inclusi corsi di laurea, master e dottorati. Gli studenti possono scegliere tra una varietà di territori e programmi accademici, esplorando culture e lingue diverse. Oltre ai programmi di laurea, ci sono corsi estivi, scambi Erasmus+ e corsi di lingua.
A Nairobi – in particolare – si sono offerte e raccontate 37 università e istituzioni provenienti da nove stati membri dell’Unione Europea (in primo piano Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Romania, Spagna e Svezia). All’evento gratuito hanno partecipato studenti universitari e delle scuole superiori, genitori, giovani ricercatori e rappresentanti dell’istruzione superiore.
Erasmus + e borse di studio
Focus, soprattutto, sul programma Erasmus +, il programma di finanziamento dell’Unione europea per l’istruzione. Sono stati stanziati ben 80,8 miliardi di scellini per le partnership con l’Africa subsahariana, tra cui il finanziamento specifico alle borse di studio per gli studenti kenioti.
Gli studenti possono partecipare a periodi di mobilità che vanno da 2 mesi a 12 mesi per ciclo di studio, con borse di studio che coprono parte delle spese di viaggio e soggiorno. L’importo varia in base al costo della vita nel paese di destinazione e alla durata del soggiorno. Inoltre, il programma promuove l’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale e la transizione digitale.

Diplomazia educativa
L’idea, nel quadro di una più complessiva ‘diplomazia educativa’ – ha spiegato l’ambasciatrice dell’UE a Nairobi, Henriette Geiger – è quello di creare relazioni accademiche durature con il Kenya.
Geiger ha presentato l’Unione Europea come un’ideale destinazione di studio per gli studenti kenioti, grazie al variegato ambiente culturale che il continente puo’ offrire.
Oltre a ipotizzare il reclutamento degli studenti, come detto, l’incontro è stato un’occasione per stringere partnership istituzionali con gli istituti kenioti e avviare futuri programmi di scambio e di collaborazione nella ricerca.
La lingua inglese, inoltre, tende a facilitare gli studenti kenioti, che possono pure sfruttare la possibilità (alta) di avere nei vari Paesi del progetto, una occupazione dopo la laurea.
Per Erasmus Plus sono stati stanziati ben 80,8 miliardi di scellini per le partnership con l’Africa subsahariana, tra cui il finanziamento di borse di studio per gli studenti kenioti.
Il ruolo dell’Italia
L’Italia è parte integrante del programma Erasmus+ e svolge un ruolo attivo nella promozione di opportunità di studio, formazione e scambio culturale. Attraverso l’Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE, il nostro Paese coordina e supporta progetti in vari settori, come istruzione superiore, formazione professionale, educazione scolastica e gioventù.
L’Italia offre borse di studio agli studenti kenioti attraverso programmi come quelli del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Gli studenti interessati possono trovare informazioni dettagliate e presentare domanda tramite il portale ufficiale Study in Italy.

Il ruolo di Alice for Children
Tutti questi processi in corso in Europa e in Italia – dall’interessamento più profondo della Ue all’Africa, al nostrano Piano Mattei – paiono in sintonia ed in sincronia con le ultime scelte formative intraprese in Kenya da Alice for Children.
Basti pensare alla implementazione dei corsi di studio della scuola secondaria dopo la riforma del sistema, ma anche anche al preciso investimento nella formazione digital di tutti i ragazzi.
Un processo fortemente connesso al posizionamento elettivo di Alice for Children, che dal 2006 opera accanto alle grandi discariche di Nairobi per aiutare i ragazzi sfortunati di quei quartieri degradati ‘From Slum To Job’.









