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Graduation Day AIFA: 14 diplomi, tante competenze e belle speranze

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Graduation Day pochi giorni fa all’Alice Village. Un momento che segna una svolta importante nella vita di quattordici giovani kenioti. L’AIFA – Alice Italian Food Academy – è arrivata alla giornata più importante, quella che conclude tre mesi intensi di corsi e attività formative.

Aifa Graduation

Il 29 novembre si è chiuso l’ultimo ciclo di lezioni, e con esso si è dischiusa una porta verso il futuro. I ragazzi hanno ottenuto il diploma, un certificato riconosciuto dal governo keniota, che considera AIFA una CBET (Competency Based Education and Training), cioè un’istituzione di formazione professionale accreditata. Ma non solo: il corso ha anche l’imprimatur dell’ambasciata italiana in Kenya, segno di qualità e di legami internazionali.

Graduation and happiness

Per questi ragazzi e ragazze, provenienti dalle baraccopoli di Nairobi, il diploma non è solo un pezzo di carta: è la chiave per uscire da un destino che purtroppo, con ogni probabilità li avrebbe altrimenti condotti verso lavori informali e pericolosi, come quelli nella filiera della discarica di Dandora a due passi dalla grande baraccapoli di Nairobi.

In Kenya, per chi nasce in contesti di estrema povertà, la discarica rappresenta una delle poche fonti di sostentamento immediato: raccogliere rifiuti, selezionare materiali riciclabili, sopravvivere tra sporcizia e rischi sanitari. È un lavoro senza tutele, senza prospettive, che espone a malattie e violenze.

Imparare a cucinare la pizza e la pasta, può salvarti la vita. E poi non significa solo acquisire una competenza tecnica, ma entrare in un settore dinamico, legato al turismo e all’hospitality, due pilastri dell’economia keniota.

Gli studenti di AIFA hanno concluso il loro percorso formativo, con la specializzazione che però li rende ancora più competitivi in un mercato dove la nostra cucina è sinonimo di eccellenza.

Grazie al network sempre più consolidato di partner – resort, hotel, ristoranti, esercizi di hospitality sia a Nairobi che sulla costa – lo staff di Alice for Children sta già definendo le possibili collocazioni di lavoro o di stage. Poi toccherà a ciascuno di loro giocarsi le proprie carte, ma con una certezza: la loro specializzazione è ricercata e apre porte che la discarica non aprirà mai.

Evviva AIFA

Fondata nel 2018, AIFA è la prima scuola professionale di cucina italiana in Kenya, dedicata ai ragazzi delle baraccopoli. L’obiettivo è chiaro e potente: “From Slum to Job”, trasformare vite attraverso la formazione. Spesso il percorso inizia dalla scuola primaria, talvolta dall’orfanotrofio, e culmina in una competenza che cambia il destino. Fornire una formazione che favorisca l’accesso al lavoro nel settore turistico e della ristorazione, ma anche nel dgitale, è il cuore del metodo Alice for Children. Il know-how arriva dall’Italia, con il contributo di istituzioni prestigiose come l’Istituto Carlo Porta di Milano, Cucchiaio d’Argento, Federazione Italiana Cuochi e l’Istituto Alberghiero Nino Bergese di Genova.

Il corso dura almeno tre mesi e segue la scuola tecnica di Food & Beverage. Tra teoria e pratica, prevede 500 ore totali, con materie come microbiologia alimentare, sicurezza alimentare, nutrizione. Il laboratorio è una cucina professionale moderna, ricca di attrezzature, dove si preparano piatti tipici italiani – pizza, focaccia, pasta, dolci – ma anche sperimentazioni fusion. Poche settimane fa, gli studenti hanno proposto una cucina tribale keniota rivisitata, in una giornata di festa che ha unito tradizione e innovazione.

Gli studenti vivono nel campus Alice Village e seguono lezioni con chef italiani e workshop pratici. Chef Nadia Gherardi (Genova) è tornata come docente. Gli studenti all’inizio di settembre hanno ricevuto le uniformi ufficiali e iniziato le prime esercitazioni pratiche: pasta frolla, biscotti, torte di mele. Piccoli gesti che raccontano grandi cambiamenti. Chiudono il percorso con toga nera e tuba.

Tutti in nero. E oro

Il Graduation Day è stato emozionante: c’è stata la presentazione degli studenti davanti a una platea di parenti e amici, la consegna dei certificati, i discorsi di Francesco (vice coordinatore), Robert (referente academy), Florence (coordinatrice dello staff) e Patrizia, che ha raccolto il testimone da Nadia nelle ultime settimane di corso.

 

Alcuni genitori hanno parlato con orgoglio, consapevoli che i loro figli hanno ora una strada diversa da quella della discarica. Dulcis in fundo, il pranzo preparato dagli studenti: un simbolo di competenza e speranza.

Perché è così importante che un ragazzo keniota lavori in cucina e non nella filiera della discarica? Perché significa passare da un lavoro che distrugge salute e dignità a una professione che costruisce futuro e garantisce libertà. Significa entrare in un settore che cresce, che valorizza talento e impegno, che permette di sognare. La cucina non è solo cibo: è cultura, è incontro, è opportunità. E per questi ragazzi, è la prova che il cambiamento è possibile.

Una firma semplice.

Che però semplice non è.

Per chi fa la dichiarazione dei redditi in queste settimane, il 5×1000 rischia di passare inosservato

CF ALICE FOR CHILDREN
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