Muta ancora la politica del Kenya sull’accesso al Paese. Che si era già voluto ‘semplificare’ all’inizio del 2024 annullando la necessità del visto, che era stato sostituito per tutti coloro che si recano nel Paese dal cosiddetto ETA. Il costo per ottenere l’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) per il Kenya è di 33 euro, tasse consolari incluse.
Per ottenere l’ETA, basta andare sul sito ufficiale (etakenya.go.ke.) e riempire il modulo online con le informazioni richieste (in genere una copia del passaporto, una fototessera o un selfie, un biglietto aereo valido e una prova di alloggio durante il soggiorno). L’ETA viene generalmente rilasciato entro 72 ore lavorative, ma in qualche caso il processo è più lungo.

Kenya apre ai visitatori del continente
Nonostante questo intervento di apertura e di eliminazione del visto, scendendo al 46° posto su 54 Paesi il Kenya si è posizionato peggio nel ‘Visa Openness Index del 2024’, il ranking che misura il livello di apertura ai visitatori. La nuova procedura è stata giudicata più lunga e costosa rispetto alla modalità precedente. Prima dell’introduzione dell’ETA, infatti, i visitatori provenienti da oltre 40 paesi, tra cui molti africani, potevano arrivare in Kenya, ottenere un timbro sul passaporto ed entrare senza pagare nulla.
All’inizio del 2025, così, il governo keniota ha deciso di fare un primo intervento correttivo. La variazione al momento chiama in causa solo i cittadini africani, annullando la necessità di dotarsi dell’ETA “eccetto che per Somalia e Libia, a causa di problemi di sicurezza”.

C’è più libertà di spostamento in Africa
Per promuovere l’integrazione regionale e facilitare gli spostamenti in tutto il continente, negli ultimi anni molti Paesi africani hanno adottato scelte all’insegna di una maggiore apertura.
Il Sudafrica ha implementato politiche di liberalizzazione per promuovere il turismo e gli investimenti, consentendo ai cittadini di molti paesi africani di entrare senza visto.
Anche la Tunisia ha adottato misure per facilitare l’ingresso dei cittadini africani, stipulando accordi di viaggio senza visto con diversi paesi del continente. Idem la Nigeria.

All’inizio di quest’anno, il trend è proseguito con il Ghana e anche i visitatori africani in Ruanda non hanno bisogno di visto per entrare nel paese. Del resto è la stessa Unione Africana (UA) che sta promuovendo gli spostamenti all’interno del continente.

Tornando al Kenya, con il sistema aggiornato, i cittadini della maggior parte dei paesi africani potranno entrare in Kenya e soggiornarvi senza ETA per un massimo di due mesi. I membri della Comunità dell’Africa orientale, che comprende Uganda, Tanzania, Ruanda e Burundi, potranno invece rimanere fino a sei mesi. In tema turismo, il governo Ruto ha messo in agenda l’obiettivo di migliorare “l’esperienza dei viaggiatori in tutti gli aeroporti kenioti”, secondo la dichiarazione del gabinetto. Ma per il Kenya rimane attuale anche il tema della sicurezza. Il paese rimane comunque nel mirino dei militanti jihadisti di al-Shabaab, provenienti dalla vicina Somalia.
La logica del provvedimento del governo di William Ruto e della ministra per il turismo, Rebecca Miano, è quella di abbinare una maggiore apertura ai visitatori africani, per i quali l’ETA da 33 euro costituisce comunque un problema, ad una politica di promozione del turismo internazionale.
Nel 2023 il turismo nel Paese ha generato 2,7 miliardi di dollari di giro d’affari diventando una delle maggiori risorse economiche. Gli stranieri sono stati più di due milioni nel 2023 e di 2,5 milioni dovrebbe essere il bilancio finale 2024. Il governo conta di più che raddoppiare questi numeri nei prossimi due anni e toccare la soglia dei 5 milioni nel 2027, anno delle nuove elezioni presidenziali.









