Calcio femminile in primo piano con le finali della Championship, svoltesi sabato primo novembre nel grande campo di calcio di Wangu. Il contesto è quello del progetto My Dream pensato e costruito da Alice for Children nell’alveo del programma della Fondazione Milan, Sport for Change.
Il campo a fianco della discarica di Dandora, per una giornata si è così trasformato nel Dream Stadium.

Ma prima delle battute finali del torneo, c’è stata una combattuta stagione piena di partite, gol, emozioni. La Championship sta diventando edizione dopo edizione sempre più appassionante. Con molte squadre pretendenti alla vittoria finale.
Per mesi le atlete hanno fatto allenamenti costanti e poi, nelle pause della stagione scolastica, giocato le partite del torneo. Le semifinali si sono svolte a metà ottobre. Pochi giorni fa le due finali, una per le primary ed un’altra per le scondary school. Le partite decisive sono state Baba Dogo-Tom Mboya, molto combattuta e terminata con la vittoria di Baba Dogo ai rigori dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sull’uno a uno.

Meno tensione, forse, nella finale delle ragazze più grandi, che frequentano la scuola media, con Claires che ha regolato un’altra rappresentativa di Baba Dogo per tre a uno. Fuori dalle prime quattro stavolta, sono arrivate le squadre di Alice Village.
Il sogno Championship
In campo – vale la pena ricordarlo – il livello delle prestazioni tecniche è diventato nel tempo molto alto, con giocatrici anche molto ‘skillate’ e collaudate, alcune delle quali già selezionate dalle rappresentative regionali.
Il torneo ha coinvolto 13 squadre femminili, suddivise per fasce d’età, provenienti da scuole e orfanotrofi della zona. Le squadre rappresentano istituti come Babadogo, Wangu, Tom Mboya, Claires, Grapesyard, Maranatha, e due team di Alice Village. Di recente si è aggiunta anche una squadra della scuola Josana, portando a 9 i team direttamente supportati da Alice for Children e AC Milan.

Il progetto è nato per promuovere l’empowerment femminile. L’idea è quella di offrire un’alternativa di svago e sport a ragazze che vivono una quotidianità tremenda, fatta spesso di violenza, abusi e discriminazione.
Del resto una disciplina di squadra popolare come il calcio, in una grande paese sportivo come il Kenya, non poteva mancare nel percorso di crescita delle nostre ragazze.

Giocare le aiuta a diventare donne forti e consapevoli del proprio valore. E questa opportunità viene resa disponibile alle oltre 1.300 ragazze tra i 10 e i 18 anni, che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità negli slum vicino alla discarica e frequentano le scuole partner dell’associazione. Tutte inoltre ricevono, assieme ad una formazione che le accompagnerà nel percorso From Slum To Job, assistenza medica, alimentare e scolastica, oltre che – se necessario – un supporto extra di attenzione alla loro famiglia.

Valori comuni
Con il progetto My Dream la Fondazione dell’AC Milan e Alice for Children sono alleati e in piena sintonia nel promuovere l’inclusione e il cambiamento sociale attraverso lo sport. Con il rispetto, la disciplina, la solidarietà e impegno verso le comunità locali che fanno parte di questa visione comune.
Il calcio rappresenta uno spazio sicuro dove esprimersi, imparare, costruire relazioni e sviluppare autostima. Le partite, gli allenamenti e i momenti di condivisione contribuiscono a creare una comunità solidale, dove le giovani atlete possono sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Il successo del campionato femminile organizzato da Alice for Children e supportato dalla Fondazione Milan dimostra che è possibile costruire percorsi di empowerment anche in contesti estremamente difficili. L’approccio integrato – sport, educazione, ascolto, assistenza – rappresenta un modello replicabile in altre realtà simili. La presenza di partner come la Fondazione Milan garantisce qualità, visibilità e continuità, elementi fondamentali per il successo a lungo termine.









